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L’Antitrust Ue blocca la fusione tra Alstom e Siemens

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L’Antitrust Ue blocca la fusione tra Alstom e Siemens

  • –dal nostro corrispondente
Il commissario agli Affari economici Moscovici con il vicepresidente della Commissione Ue Timmermans e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager (Reuters)
Il commissario agli Affari economici Moscovici con il vicepresidente della Commissione Ue Timmermans e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager (Reuters)

BRUXELLES – In un contesto politico delicatissimo e nonostante le forti pressioni politiche di Parigi e Berlino, la Commissione europea ha annunciato di avere bocciato la fusione tra Siemens e Alstom in campo ferroviario.

L’attesa decisione ha già provocato le critiche dei governi di Germania e di Francia, pronte a proporre una riforma del diritto della concorrenza in Europa pur di permettere la nascita di società più grandi a livello internazionale.
«Milioni di passeggeri viaggiano ogni giorno in Europa su treni moderni ed efficienti – ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager –. Siemens e Alstom sono entrambi campioni nel settore ferroviario. Senza sufficienti rimedi, questa fusione avrebbe provocato un aumento dei prezzi nei sistemi di segnaletica (…) e nella prossima generazione di treni ad altissima velocità. Bruxelles ha bloccato la fusione perché le due società si sono rifiutate di affrontare le nostre serie preoccupazioni antitrust».

Da Parigi, in una intervista televisiva, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha spiegato che «bisogna proiettarsi verso il futuro: insieme alla mia controparte tedesca Peter Altmaier faremo delle proposte per rifondare le regole». Ha poi aggiunto che la bocciatura della fusione Alstom-Siemens «aiuterà gli interessi economici della Cina». Ha precisato: «Questa decisione impedirà ad Alstom e a Siemens di avere lo stesso peso del suo concorrente cinese».

Da Berlino, il ministro Altmaier ha annunciato martedì che il governo federale sta studiando un meccanismo che gli permetterebbe di entrare temporaneamente nel capitale di imprese innovative o importanti a rischio di scalata da Paesi terzi: «Qualsiasi ingerenza pubblica deve essere limitata allo stretto necessario», ha detto il ministro. La scelta è in linea con una decisione del 2008 di limitare gli investimenti in aziende tedesche da parte di società non europee tutte le volte in cui a rischio è la sicurezza del Paese.

La Commissione europea ha avuto lunghi dibattiti interni sull’opportunità o meno di dare un benestare alla fusione Alstom-Siemens nel settore ferroviario. In una discussione nel collegio dei commissari in gennaio una maggioranza di commissari si è detta favorevole alla posizione della signora Vestager, convinta che il ruolo di Bruxelles debba essere di garantire la libera concorrenza anche con un occhio alle imprese, e non solo con lo sguardo rivolto ai consumatori.

«L'esposizione alla concorrenza – ha detto la signora Vestager durante un convegno prima della conferenza stampa di metà giornata - è il motore più importante per diventare campioni ciascuno nel proprio settore e otterremo il massimo quando la concorrenza è aperta e si svolge su un piano di parità». Siemens e Alstom avevano tentato di rassicurare la Commissione europea negli ultimi mesi, ma le misure proposte, arrivate molto tardi, non sono state sufficienti.

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