Mondo

La locomotiva tedesca frena ancora. Ordini all'industria giù a…

  • Abbonati
  • Accedi
L'Analisi|congiuntura

La locomotiva tedesca frena ancora. Ordini all'industria giù a sorpresa

La locomotiva tedesca continua ad avere il freno tirato ed aumentano le preoccupazioni sul suo stato di salute. Un nuovo segnale del rallentamento dell’economia della Germania è giunto dagli ordini all’industria che a dicembre hanno accusato un calo dell’1,6% su novembre, il dato peggiore dal giugno dello scorso anno, mentre le attese degli analisti puntavano a un incremento dello 0,3%. Rispetto al dicembre 2017 la flessione è del 7%, la più ampia dal 2012. Altre cattive notizie sono giunte dall’edilizia, con l’indice Ihs Markit Pmi del settore in calo a 50,7 a gennaio da 53,3 di dicembre e quindi pericolosamente vicino alla soglia di 50 punti che indica la stagnazione. Gli analisti, per altro, concordano nel ritenere che il maltempo di gennaio abbia decisamente ostacolato i lavori di edilizia. Non è però totalmente negativo il quadro dell’industria tedesca, che nell’arco dell’ultimo trimestre del 2018 ha segnato un aumento degli ordinativi dello 0,3%. Il dato di novembre è stato inoltre rivisto dall’iniziale flessione dell’1% a un più tenue -0,2%.

È prevedibile che la ripresa sarà «lenta e apatica»
In ogni caso, in un quadro in cui pesano il rallentamento globale, le tensioni commerciali Usa-Cina, la Brexit e le difficoltà dell’industria automobilistica, a dicembre gli ordinativi domestici sono calati dello 0,6% e quelli esteri sono diminuiti del 2,3%. Le commesse dall’Eurozona sono aumentate del 3,2%, mentre quelle da altri Paesi sono in flessione del 5,5%. «Il calo degli ordinativi in dicembre suggerisce che per il momento continua la debole fase attraversata dall’industria tedesca», ha commentato il ministero dell’Economia, aggiungendo che «anche i più recenti indicatori sulla fiducia puntano a un ‘sentiment’ in sordina all’inizio dell’anno». Carsten Brzeski, economista della Ing, coglie gli spunti più favorevoli dello scenario rilevando che «il forte aumento delle nuove commesse in provenienza dai Paesi della zona euro, come pure i dati corretti di novembre, mostrano che non tutto è deprimente per l’industria tedesca», ma aggiunge che prevedibilmente ogni ripresa dell’attività industriale tedesca sarà «lenta ed apatica».

Deutsche Bank vede l'economia tedesca scivolare verso la recessione
I dati sugli ordinativi, tra l’altro, sono arrivati a pocheore di distanza da un rapporto di Deutsche Bank che vede l’economia scivolare verso una recessione. «L’inizio del 2019 è stato una delusione finora. L’evoluzione di diversi indicatori ciclici ci dicono che l’economia tedesca si sta avviando verso una recessione», indica il rapporto, diffuso ieri. Le più recenti previsioni del Governo puntano a una crescita dell’1% nel 2019 (rivista dal precedente 1,8%) e contro l’1,5% stimato per il 2018, che è stato in ogni caso il nono anno di crescita ininterrotta del Pil tedesco. La Germania può anche vantare un tasso di disoccupazione a minimi record e salari in crescita, come pure un’inflazione sotto controllo. C'è molta attesa per i prossimi dati sul Pil del quarto trimestre del 2018, che potranno dare un'idea più precisa anche della velocità con cui la Germania ha iniziato il 2019. Dopo la flessione dello 0,2% del terzo trimestre 2018, i primi dati sul Pil del quarto trimestre 2018 sono attesi per il 14 febbraio, mentre il 22 febbraio ci saranno le statistiche dettagliate. Il mese scorso, l’Ufficio statistico tedesco si è limitato ad indicare che si tratta di un andamento «leggermente positivo», sufficiente comunque ad evitare lo scivolamento in recessione tecnica.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata