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lettera dal presidente francese

L’ambasciatore francese è tornato, Mattarella accetta l’invito di Macron

ROMA – È durato poco più di una settimana il ritiro dell’ambasciatore francese in Italia, Christian Masset, rientrato oggi a Roma dopo l’annuncio dato poche ore prima dalla ministra per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, che ha anche apprezzato la marcia indietro di Luigi di Maio sui gilet gialli (“non dialoghiamo con chi parla di lotta armata”). Il colloquio di quattro giorni fa tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il presidente francese Emmanuel Macron (nella loro qualità di “custodi” delle relazioni di amicizia italo-francesi) è riuscito a sbloccare una situazione che si andava facendo ogni giorno più critica.

E proprio al Quirinale nel pomeriggio si è recato l’ambasciatore Masset per consegnare a Mattarella una lettera del Presidente Macron di invito a compiere una visita di Stato in Francia. Invito accettato. Non ci sono anticipazioni sulla data e l’occasione per la visita di Mattarella, anche se non si esclude che possa avvenire nell'ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo, morte avvenuta proprio in Francia. Un gesto che sgombrerebbe definitivamente il campo dalle voci che vorrebbero anche le celebrazioni per Leonardo oggetto di contesa tra Roma e Parigi. Il Comité de pilotage della Valle della Loira ha infatti organizzato il Viva Leonardo da Vinci! 500 anni di Rinascimento nel Centro-Valle della Loira dove il genio toscano si trasferì invitato dal Re di Francia Francesco I. Previsti oltre 500 eventi culturali anche se c'è molto riserbo sulla grande mostra prevista dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020 al Louvre di Parigi, dove sono già esposte diverse opere di Leonardo, tra le quali La Gioconda e la Vergine delle rocce.

Dopo la visita a Mattarella, l’ambasciatore si è recato alla Farnesina per un colloquio con il segretario generale, Elisabetta Belloni. Da entrambe le parti si è riconosciuta la necessità di continuare a lavorare insieme sui tanti dossier in comune. La palla torna così nel campo degli esecutivi e tutti auspicano che il primo gesto di “riconciliazione” possa essere la fissazione della data per il vertice bilaterale italo-francese che non si è tenuto nel corso del 2018 (l'ultimo vertice fu infatti quello Gentiloni-Macron con tutti i ministri del 27 settembre 2017). Sarà in quella sede che potranno essere affrontati i dossier più sensibili, dai migranti di Ventimiglia agli ex terroristi da estradare, al destino della Torino-Lione. Qualcosa però si muove, se è vero che lo stesso ministro dell'Interno Matteo Salvini si è augurato di potere presto incontrare il suo collega Castaner. Ieri intanto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Giustizia francese, Nicole Belloubet «per fare il punto su tutte le posizioni che riguardano latitanti ricercati in Italia e localizzati su suolo francese».

E il vicepremier Luigi Di Maio, il cui incontro con il leader dei “gilet gialli” aveva scatenato l'ira dei francesi, corregge il tiro e dice «c'è stata un'interlocuzione con una realtà complessa, ma noi non abbiamo intenzione di dialogare con quell'anima che parla di lotta armata o guerra civile». Dichiarazioni molto apprezzate da Parigi.

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