Mondo

Trump dichiara l’emergenza nazionale per costruire il muro

  • Abbonati
  • Accedi
Servizio |i democratici: «viola la costituzione»

Trump dichiara l’emergenza nazionale per costruire il muro

NEW YORK - «Siamo vicini a un vero accordo sulla Cina». Donald Trump ha dichiarato l’emergenza nazionale per costruire il suo muro con il Messico. Ha confermato che firmerà la legge di Bilancio appena approvata dal Congresso per evitare un nuovo shutdown del governo federale (la proroga scade alla mezzanotte di venerdì).
Il presidente ha iniziato il suo discorso dal Giardino delle Rose della Casa Bianca soffermandosi sui negoziati in Cina, il terzo round dei colloqui sulla guerra commerciale «che vanno molto bene».

GUARDA IL VIDEO / Trump: “Firmo l'emergenza nazionale, abbiamo bisogno di un muro”

«Ci sono persone straordinarie che stanno facendo un lavoro incredibile. Siamo vicini a raggiungere un accordo sul trattato. L’America ha perso 375 miliardi di dollari l’anno per il deficit commerciale con la Cina. E ora stiamo rimediando. Le relazioni con la Cina vanno molto bene». Trump ha confermato che sposterà oltre il primo marzo la scadenza della tregua commerciale con la Cina, che non aumenterà i dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi di prodotti cinesi dopo quella data, e che ha intenzione di incontrare il presidente Xi Jinping per firmare l'accordo.

Il presidente ha anche parlato di Brexit e della Gran Bretagna, lanciando dei messaggi positivi allo storico alleato: «Abbiamo un accordo molto buono con il Regno Unito e siamo pronti a incrementare le relazioni commerciali». Sul Venezuela sono state annunciate sanzioni contro 5 funzionari vicini a Nicolas Maduro, vertici dell'intelligence, dell'esercito e della società petrolifera statale Pdvsa. Trump ha accennato alla Siria e al disimpegno americano con «un grande annuncio che arriverà nelle prossime 24 ore». Si è soffermato sul prossimo vertice, il 27 e 28 febbraio in Vietnam, con il leader nord coreano Kim Jong-un, ricordando tutti i progressi fatti e della miccia nucleare che non è più innescata. «La Corea del Nord è al confine con Sud Corea, Russia e Cina. Ha delle enormi prospettive di crescita economica», ha detto Trump, rivendicando i successi della sua amministrazione «mai raggiunti finora» nelle relazioni con Pyongyang.

Dopo questa lunga introduzione geopolitica globale, il presidente è passato agli Stati Uniti. Ha ricordato i successi economici e il buon andamento dei mercati finanziari degli ultimi mesi. E poi è arrivato al motivo centrale della sua conferenza stampa: «La necessità di sistemare i problemi alle frontiere soprattutto - ha detto - per limitare i traffici di droga che arrivano dal Messico e di immigrati clandestini». Il muro, dove è stato già costruito ha funzionato al 100 per cento. Ci sono tanti esempi». E sui traffici di stupefacenti ha detto di essere favorevole «alla pena di morte per chi vende droga come in Cina».

Trump, cravatta blu e giacca scura, la bandiera a stelle e strisce alle spalle, ha parlato a braccio, usando toni moderati, per una volta fra le righe, e ha confermato quanto emerso nelle ultime ore quando ha affermato: «Dichiaro l'emergenza nazionale per realizzare il muro al confine con il Messico». Una procedura che gli permette di bypassare il Congresso e di avere accesso ai fondi già stanziati dal Pentagono: dovrebbe utilizzare per i 350 km e passa di barriera in acciaio, alta 5 metri che vuole realizzare entro l’anno, il capitolo di spesa del genio militare destinato alle opere civili per le catastrofi naturali. Si parla di circa 8 miliardi di dollari.

Mentre Trump parlava di muri per proteggere la nazione dall'invasione degli stranieri illegali, la sua portavoce Sarah Sanders ha twittato la foto del momento in cui il presidente firma l'emergenza nazionale subito prima della conferenza stampa dal Rose Garden.

Poi ha risposto alle domande dei giornalisti. Ha perso la pazienza davanti alla domanda di Jim Acosta, il corrispondente del reporter della Cnn, lo stesso che aveva cacciato dalla Casa Bianca dopo una domanda fastidiosa qualche mese fa. Il giornalista gli ha chiesto che cosa risponde a chi lo accusa di aver creato l'emergenza nazionale sugli immigrati amplificando la portata del problema. Trump lo ha interrotto più volte durante la domanda. E poi ha tagliato corto, mettendolo a tacere: «Tu fai parte della Cnn e la Cnn crea fake news. Questa è una fake question». Discorso chiuso. Un altro giornalista, subito dopo, gli ha fatto notare che molte delle cifre sui crimini al confine snocciolate dal presidente ogni volta come un rosario non sono esatte. Il presidente lo ha interrotto più volte. Alla fine della prima domanda il reporter ha provato a dire: la seconda domanda che volevo farle. E a quel punto Trump, che non ama essere criticato, lo ha interrotto, intimandogli di fare silenzio: «Sit down, sit down, siiit down!, ha ripetuto» continuando a difendere le sue argomentazioni sulle cifre e sull'emergenza.

I leader democratici alla Camera e al Senato, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, in una nota congiunta, subito dopo il discorso del presidente hanno detto che «useranno ogni azione possibile al Congresso, nei tribunali e tra la gente» per opporsi alla dichiarazione di emergenza nazionale che dirotta miliardi di dollari pubblici «per la sicurezza dei nostri militari e della nostra nazione» per costruire il muro. «La decisione di Trump è illegale e viola la Costituzione usurpando i poteri del Congresso».

Parla di abuso di potere su Twitter anche Letizia James, segretario di Giustizia dello Stato di New York: «Dichiarare una emergenza nazionale senza una legittima causa potrebbe creare una crisi costituzionale». Le azioni dell'inquilino della Casa Binaca «lederanno gli americani in tutta la nazione dirottando fondi necessari per gestire emergenze e crisi vere». La ministra della giustizia di Ny, afroamericana democratica, ha aggiunto: «Non difenderemo questo abuso di potere e lotteremo con ogni strumento legale a nostra disposizione».

© Riproduzione riservata