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crisi politica a tirana

Albania, l’opposizione pronta ad abbandondare il Parlamento: «Tempo scaduto»

Afp
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Si acuisce la crisi politica in Albania. A 24 ore dalla protesta davanti alla sede della presidenza del Consiglio per chiedere un governo transitorio che prepari le elezioni anticipate, il Partito democratico, principale formazione del centro destra all’opposizione guidata da Lulzim Basha, ha radicalizzato la propria posizione e intende abbandonare definitivamente il parlamento.

«Ho deciso di proporre al gruppo parlamentare e al direttivo del partito di rinunciare ai mandati parlamentari - ha dichiarato Basha -. Il messaggio ricevuto dalla protesta di ieri è stato chiaro: non si può più andare avanti in questo modo. Il tempo delle parole è scaduto. Noi non possiamo fare da facciata
ad un parlamento eletto da un voto dettato dalla criminalità organizzata», ha sostenuto Basha.

Un appoggio alle proteste è venuto anche da Sali Berisha, leader storico del Partito democratico. «Le violenze? Se un popolo non può
votare, la più grande violenza è la violazione del voto - ha affermato l’ex pèresidente albanese in un’intervista al Messaggero -. Ci sono due capitali che protestano oggi: Caracas contro Maduro e Tirana contro Edi Rama. L’opposizione ha fatto tutte le concessioni e accettato tutti i compromessi possibili firmando un accordo nel maggio 2017. Ma Rama lo ha violato, come ha violato tutte le regole elettorali. Deve dimettersi e lasciare spazio a un governo di transizione che gli impedisca di gestire e manipolare il voto. Non ci sarà un avvenire per l'Albania se non sarà ristabilita la libertà di voto. A Tirana oggi governano banditi e narcotrafficanti».

Sulle ragioni della protesta, Berisha spiega al quotidiano romano: «Anzitutto è
una protesta contro il narco-Stato che comanda in Albania, che non segue alcuna regola di diritto e nel quale trafficanti e traffici di droga decidono su tutto e per tutti. Ma la ragione di fondo è la violazione massiccia delle regole elettorali
denunciata dalla comunità internazionale nel rapporto dell’Osce per il quale nel 20 per cento dei casi il voto è stato comprato. Un paio di mesi fa è diventato parzialmente pubblico un lungo dossier con migliaia di intercettazioni di ministri e sindaci del narcopartito e narco-Stato di Edi Rama, da cui emergono
infiltrazioni criminali in vari distretti per comprare i voti e imporre certi risultati». E ribadisce le richieste dell’opposizione: «Che Rama lasci e consenta la creazione di un governo provvisorio con l’incarico di preparare elezioni libere, conditio sine qua non per garantire la pace sociale in Albania. Due anni fa, il 19 maggio, firmammo un accordo per andare a elezioni, ma è fallito, non lo ha
rispettato. Con Rama elezioni libere non sono possibili».

Ora alle richieste l’opposizione di centro-destra fa seguire la minaccia dell’Aventino ritirandosi dal Parlamento.

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