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Gilet gialli oltre la Francia: ecco come le destre se ne sono impossessate

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Servizio |i social e le proteste

Gilet gialli oltre la Francia: ecco come le destre se ne sono impossessate

Una piccola minoranza di utenti ha pesantemente influenzato il dibattito digitale dei «gilet gialli». Media digitali emergenti in Francia e siti stranieri come Russia Today e Sputnik hanno giocato un ruolo centrale nel creare contenuti e veicolare le narrazioni «chiave».

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Facebook è stato usato come strumento di coordinamento mentre le misure di Twitter contro la disinformazione hanno avuto una dicreta efficacia. Sono queste le conclusioni a cui è giunto il data science team di Alto Data Analytics, composto da informatici, data scientist, umanisti, ingegneri e matematici.

L’analisi, che puntava a capire il ruolo e l’influenza digitale di politici, società civile e social media nell’orientare e modellare il dibattito pubblico, ha riguardato le prime settimane del movimento dei “gilet gialli”, passando al setaccio i dati dal 13 novembre al 19 dicembre 2018.

Stiamo parlando di 11 milioni e mezzo di post prodotti da più di un milione di autori che hanno dato origine a 538mila conversazioni attraverso i social e le piattaforme digitali, come Twitter, Facebook, Youtube, Instagram, blog, forum e altre comunità digitali, compresi i commenti degli utenti agli articoli di cronaca sui “gilet gialli”.

Modelli di comportamento non umani
Analizzando i valori anomali e la frequenza di pubblicazione dei post, gli esperti di Alto hanno verificato che gli utenti più attivi erano lo 0,05% del totale, cioè 520 autori, e che nel periodo preso in esame avevano pubblicato quasi un milione e mezzo di post e commenti, il 12,4% di tutte le attività. In pratica, un numero limitatissimo di utenti alimentava il dibattito sui social postando da 45 a oltre 700 messaggi al giorno: «Modelli di comportamento non umani», scrivono gli analisti di Alto. Per capirci, prendendo come base una giornata lavorativa di 8 ore, da queste utenze partivano dai 6 ai 91 messaggi all’ora, non-stop, sabato e domenica compresi, durante i 37 giorni del periodo preso in esame.

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Il 52,8% degli “user” sono stati classificati come sostenitori del movimento, il 15,3% come sostenitori del presidente Emmanuel Macron, l’8,3% di destra e il 7,9% new media. Tra le 50 utenze più influenti, solo 4 potevano essere considerate di supporter del presidente francese. Su 181 utenze di personaggi politici, il 76 erano esponenti di destra ( tra cui 39 del Rassemblement National di Marine Le Pen, 29 di Debout la Republic e Debut la France). Ancora più massiccia è la presenza della comunità di destra tra i 520 utenti più attivi: 55,58%. Molti account sono stati attivi solo in coincidenza della protesta e solo sui temi legati ai gilet gialli. Twitter ne ha sospesi alcuni sospettati di essere troll: in un caso limite, da un profilo sono stati postati quasi 27mila commenti.

Il ruolo delle Destre e di soggetti esteri
Quanto ai post dall’estero, all’interno di quella che gli analisti hanno identificato come “comunità di destra”, c’è stata una presenza non trascurabile di profili in qualche modo collegati alla piattaforma statunitense Gab.ai, descritta come «di estrema destra e suprematista bianca».

L’algoritmo di Alto, per individuare quali fossero i siti più influenti, ha preso in considerazione il numero di utenti e l’intensità dei link condivisi attraverso i social media. Oltre ai siti dei giornali tradizionali francesi e alle piattaforme di social media, emergono nuovi siti con «posizioni editoriali estremamente segmentate», così come alcuni siti stranieri come Russia Today (che è al 16 posto) e Sputnik. In entrambi i casi, «si registra una elevata affinità dei contenuti» che li rende ideali «per essere distributi nella comunità di destra» che li condivide con una frequenza altissima, mentre sono praticamente ignorati sia dai sostenitori dei “gilet gialli” che da quelli di Macron.

I 25 DOMINI PIÙ INFLUENTI

Valori in percentuale

La deduzione che sembra emergere, da questo e da altri risultati dell’analisi, è che «il movimento dei “gilet gialli” inizialmente non era associato ad alcuna ideologia politica. Tuttavia la ricerca mostra come sia i gruppi di destra che quelli di sinistra hanno colto l’occasione per attaccare il governo Macron e legare le ideologie al movimento».

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