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NEL 2022

Honda chiuderà fabbrica inglese di Swindon nel 2022, a rischio 3.500 posti

Il colosso automobilistico giapponese Honda intende chiudere il suo stabilimento inglese di Swindon, tra Bristol e Londra, nel 2021 mettendo a rischio 3.500 posti di lavoro.

La decisione non ha a che fare con l’incertezza legata alla Brexit ma con la strategia del colosso nipponico di riportare in patria buona parte della produzione attualmente dislocata in Europa entro il 2021. . Del resto la casa giapponese, che domina il mercato moto, nelle auto è da molto tempo in crisi: pochi modelli e di scarso successo (il market share in Europa è pari allo 0,9%) e il suo isolamento rispetto ai grandi gruppi certo non aiuta in un mondo dove le sinergie sulle piattaforme sono strategiche.

Inoltre a Swindon sono prodotte vetture che stanno andando verso la fine del ciclo di vita (Civic Hatchback e Civic Type R), Inoltre, Honda si sta focalizzando sull’elettrico (al salone di Ginevra tra dieci giorni sarà esposta il nuovo concept di city car Urban EV) e questa trasformazione industriale impone anche una radicale ristrutturazione dei processi produttivi.

Per quantro la decisione di Honda (che in realtà al momento è una proposta) non sia legata a Brexit, per il Regno Unito si tratta in ogni caso di un ulteriore elemento di incertezza e preoccupazione a poco più di un mese dalla data fatidica del 29 marzo. Un paio di settimane fa la Nissan aveva annunciato di aver deciso di non produrre più in Inghilterra il suo cross-over X Trail mentre la Sony ha reso nota l’intenzione di trasferire il suo quartier generale in Olanda. Anche il colosso aerospaziale Airbus ha avvertito che potrebbe essere costretto ad adottare «decisioni molto dolorose» in caso di Brexit senza accordo.

Industria dell’auto Gb in declino
Honda ha fabbricato l'anno scorso poco più di 160.000 veicoli nella sua fabbrica di Swindon, dove produce i modelli Civic e CV-R: si tratta di poco più del 10% della produzione totale della Gran Bretagna. L’industria automobilistica britannica ha prodotto 1,52 milioni di auto nel 2018, con un calo del 9% rispetto all'anno precedente e con la previsione di un ulteriore calo della produzione nel 2019.

«L'industria automobilistica nel Regno Unito negli ultimi due decenni è stata il fiore all'occhiello del settore manifatturiero - e ora è stata ridimensionata dall'incertezza caotica di Brexit», osserva Des Quinn, funzionario nazionale per il settore automobilistico presso il più grande sindacato britannico, Unite.
Honda il mese scorso ha annunciato che avrebbe sospeso le sue operazioni britanniche per sei giorni in aprile per contrastare eventuali interruzioni del business collegati alla Brexit.

Il Giappone vuole l’accesso al mercato Ue
A meno di un accordo che dia al Regno Unito un accesso privilegiato al mercato dell’Unione Europea, non sarà possibile invertire l'esodo giapponese, ha scritto questo mese in un rapporto Han Dorussen, professore all'Università dell'Essex.
«Dalla metà degli anni '80, il Regno Unito è stato la porta di accesso del Giappone verso l'Europa - ha scritto Dorussen - Senza un commercio libero e aperto tra il Regno Unito e la Ue, le aziende giapponesi non si faranno impressionare da accordi commerciali bilaterali tra Regno Unito e Giappone».

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