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Morto Gardner, l’ambasciatore Usa che per primo concesse il visto a…

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da sempre legato al partito democratico

Morto Gardner, l’ambasciatore Usa che per primo concesse il visto a Giorgio Napolitano

Amava l’Italia e gli italiani. Soprattutto Venezia. Perché la moglie, Danielle Luzzatto era veneziana e si era rifugiata da ragazza negli Stati Uniti per sfuggire alle leggi razziali contro gli ebrei. Ma con Venezia nel cuore dove adesso riposa. Lui, Richard Gardner era nato nel 1927, grande intellettuale, professore, da sempre legato al partito democratico. È venuto a mancare nella notte tra venerdi e sabato nella sua casa di New York sulla Fifth Avenue. Dopo gli studi nelle Università di Harvard e di Yale, nel 1954 conseguì il dottorato di ricerca in Economia ad Oxford. Nel triennio successivo, fece pratica legale in uno studio di New York e dal 1957 collaborò con la Columbia University. Nel 1961 i primi incarichi pubblici con l'amministrazione Kennedy. Nominato ambasciatore in Italia dal presidente Jimmy Carter, in sostituzione di John Volpe, presentò le sue credenziali il 21 marzo 1977. Con l’elezione del presidente repubblicano Reagan, cessò l'incarico il 27 febbraio 1981, sostituito da Maxwell M. Rabb.

Amico di Napolitano
È ricordato soprattutto per essere stato il primo ambasciatore Usa a concedere il visto a un comunista come Giorgio Napolitano all’epoca “ministro degli Esteri” di Botteghe Oscure di cui poi divenne buon amico. Moro non era stato ancora rapito ma erano già gli anni di piombo. Ricordi ed esperienze trasfuse poi in un libro “Mission Italy” in cui ha svelato retroscena di quei mesi difficili. E da sempre membro del Consiglio per le relazioni Italia Usa fino agli ultimi giorni ha mantenuto stretti rapporti con i principali rappresentanti del mondo culturale, politico e imprenditoriale italiano. Nel 1993 il presidente Clinton, all’inizio del suo primo mandato, lo nominò nel 1993 ambasciatore in Spagna, incarico che mantenne fino al 1997. Dal 1974 al 2005 è stato membro della Commissione Trilaterale. Fino all'ultimo professore emerito di Diritto e organizzazione internazionale presso la Columbia Law School.

Un figlio e un genero ambasciatori
Suo figlio Tony, avvocato, durante l’amministrazione Obama è stato ambasciatore Usa presso l’Unione europea. Sua figlia Nina insegna alla John Hopkins University di Bologna. Suo genero Francesco Olivieri è un diplomatico italiano che ha ricoperto ruoli importanti (Ocse Parigi e consigliere diplomatico di presidenti del Consiglio).

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