Mondo

Rivoluzione Facebook: privacy blindata e unione con WhatsApp e Instagram

  • Abbonati
  • Accedi
le mosse di zuckerberg

Rivoluzione Facebook: privacy blindata e unione con WhatsApp e Instagram

Solo un anno fa, lo scandalo Cambridge Analytica esponeva Facebook alla gogna del mondo occidentale. La gestione della privacy del social network sembrava, quanto meno, rivedibile. I dati di milioni di persone dati in pasto ad App di terze parti, numeri di telefono visibili a chiunque, informazioni personali centrifugate in algoritmi di ogni specie. Un inferno, per la creatura di Mark Zuckerberg e per Zuckeberg stesso.

E forse è anche per questo che oggi, il Ceo del social network più grande del mondo, pare aver sposato in pieno la causa della privacy. Almeno a parole. Dopo le indiscrezioni delle ultime settimane, infatti, è arrivata l'ufficialità di certe scelte proprio con una nota firmata da Zuckerberg. Una nota che spiega le strategie di Facebook Inc e del suo macrocosmo (che comprende Instagram e WhatsApp). Strategie che di fatto dicono una sola cosa: per Zuckerberg è arrivato il momento di un Facebook 2.0. Un social basato fortemente sulla sicurezza dei dati, sulla crittografia end to end e sull'interoperabilità delle varie piattaforme.

Nel lungo post, il Ceo di Facebook ribadisce più volte concetti molto chiari che spiegano come entro un paio d'anni, il social network nel suo complesso intende sposare una nuova linea. E quando scrive «capisco che molte persone non pensano che Facebook possa o voglia costruire questo tipo di piattaforma incentrata sulla privacy, perché francamente non abbiamo una forte reputazione per la creazione di servizi di protezione della privacy», dimostra in poche righe di non temere le titubanze. La storia, per ora, non è dalla sua parte: le convocazioni davanti al Congresso Usa, le accuse dei governi europei, non giocano certo a suo favore. Ma Zuckerberg sembra avere le idee chiare: «Credo che il futuro della comunicazione si sposterà sempre più verso servizi privati e criptati, dove le persone possono essere certe che ciò che si dicono rimane al sicuro e i loro messaggi e contenuti non rimarranno per sempre in archivio».

I punti chiave
Il Ceo di Facebook, nell'annunciare questo cambio di direzione molto netto, pone l'accento su alcuni punti chiave. Le interazioni private: «le persone devo avere il controllo su chi può comunicare con loro e la certezza che nessun altro possa accedere a ciò che condividono». La crittografia e la sicurezza: «le comunicazioni private delle persone devono essere sicure. La crittografia end-to-end impedisce a chiunque, compresi noi, di vedere ciò che le persone condividono sui nostri servizi. La crittografia è decentralizzata, limita i servizi come il nostro dal vedere il contenuto che viaggia attraverso le loro piattaforme e rende molto più difficile per chiunque altro accedere alle vostre informazioni.

Questo è il motivo per cui la crittografia è una parte sempre più importante della nostra vita online, dalle banche ai servizi sanitari. Ed è anche il motivo per cui abbiamo integrato la crittografia end-to-end in WhatsApp». La permanenza ridotta: «Ad esempio, i messaggi potrebbero essere cancellati dopo un mese o un anno per impostazione predefinita. E potremmo anche fornire un'opzione per impostare i singoli messaggi che scadono dopo pochi secondi o minuti, se si desidera». L'interoperabilità: «Le persone dovrebbero essere in grado di utilizzare qualsiasi delle nostre applicazioni per raggiungere i loro amici e dovrebbero essere in grado di comunicare in rete in modo facile e sicuro».

A cosa punta Zuckerberg
A leggere la lunga nota di Zuckerberg, insomma, traspare un cambio di rotta evidente. Il modello di business di Facebook, interamente basato sulla condivisione dei dati e sulla profilazione a scopi di marketing, sembra essere messo in dubbio. E anche per questo sarà interessante capire come reagiranno gli investitori. Perché le parole del Ceo sono molto chiare, e confermano alcuni fatti venuti a galla negli scorsi mesi. Il primo è la porta in faccia di Facebook ai governi che gli fanno pressione per avere i dati delle chat di WhatsApp (gli ultimi sono India e Australia). Su questo Zuck non si nasconde: «Quando miliardi di persone usano un servizio per connettersi – scrive nel suo post - alcune di loro ne abuseranno per veicolare cose veramente terribili come lo sfruttamento dei bambini, il terrorismo e l'estorsione. Abbiamo la responsabilità di lavorare con le forze dell'ordine e di contribuire a prevenirle ovunque possibile. Stiamo lavorando per migliorare la nostra capacità di identificare e fermare i cattivi attori attraverso le nostre applicazioni, individuando i modelli di attività o con altri mezzi, anche quando non riusciamo a vedere il contenuto dei messaggi, e continueremo a investire in questo lavoro. Trovare i modi giusti per proteggere sia la privacy che la sicurezza è qualcosa su cui si discute da sempre. Ci sono ancora molte questioni aperte e ci consulteremo con esperti di sicurezza, forze dell'ordine e governi sui modi migliori per implementare le misure di sicurezza». Ma allo stesso tempo «credo che lavorare per l'attuazione della crittografia end-to-end per tutte le comunicazioni private sia la cosa giusta da fare». Ergo: il pericolo lo conosciamo, ma la privacy non la barattiamo.

Altro capitolo rilevante è quello relativo all'interoperabilità delle piattaforme. Dalle parole di Zuckerberg arriva una sorta di ufficializzazione al progetto di connessione fra WhatsApp, Facebook Messenger e Instagram del quale avevamo scritto qualche settimana fa. «Oggi – scrive Zuck - se vuoi inviare messaggi alle persone su Facebook devi usare Messenger, su Instagram devi usare Direct, e su WhatsApp devi usare WhatsApp. Vogliamo dare alle persone una scelta in modo che possano raggiungere i loro amici attraverso queste reti da qualsiasi app preferiscano. Abbiamo in programma di iniziare rendendoti possibile l'invio di messaggi ai tuoi contatti utilizzando uno qualsiasi dei nostri servizi, per poi estendere l'interoperabilità anche agli SMS».

Il futuro di Facebook Inc. 2.0, insomma, sembra tracciato. E poggia le sue fondamenta sulla crittografia e sulla connessione fra le diverse App. E Zuckerberg si è dato l'obiettivo: «Credo che dovremmo lavorare verso un mondo in cui le persone possano parlare privatamente e vivere liberamente sapendo che le loro informazioni saranno viste solo da chi vogliono che le veda e che non resteranno visibili per sempre. Se possiamo aiutare a muovere il mondo in questa direzione, sarò orgoglioso della differenza che abbiamo fatto».

© Riproduzione riservata