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le sollecitazioni dEl mondo del business ai leader del G20

B20, Confindustrie del mondo a Tokyo per andare verso la Società 5.0

Il B20 di Tokyo
Il B20 di Tokyo

Confindustrie di tutto il mondo unitevi per accelerare verso la Società 5.0: potrebbe essere questo lo slogan del B20, il «G20 del Business» che si tiene dal 14 al 15 marzo a Tokyo, riunendo le associazioni industriali del Paesi del G20 nell’elaborazione di suggerimenti e proposte per il vertice dei leader politici che si svolgerà a Osaka a fine giugno. La presidenza giapponese del B20, che fa capo alla Japan Business Federation (Keidanren) guidata da Hiroaki Nakanishi (ex numero uno di Hitachi), insiste molto sul «concept» 5.0 secondo cui la tecnologia digitale sta portando cambiamenti fondamentali non solo nell’economia ma nei fondamentali dell'intera società, prefigurando un quinto stadio dello sviluppo sociale: dopo le fasi della caccia, dell’agricoltura, del decollo industriale e dell'information society, dietro l’angolo ci sarebbe una «Creative Society» risultante dalla combinazione tra trasformazione digitale e creatività, che modificherà la vita delle persone oltre a quella delle industrie. Perché questo processo assecondi la soluzione di problemi sociali e ambientali, appare necessaria una collaborazione tra imprese, cultura e governi.

In concreto, il B20 di Tokyo dovrebbe chiudersi venerdì con appelli per un'economia globale «free and fair», spezzando lance in favore della diffusione di standard internazionali comuni in particolare sul flusso internazionale di dati. Sul fronte ambientale, dovrebbe essere evidenziata in particolare l’importanza di un più accelerato sviluppo delle tecnologie per il riciclo e di un utilizzo sempre più vasto di alternative alla plastica, il cui smaltimento illegale minaccia ormai non solo l'ambiente ma la stessa salute umana.

A rappresentare l’Italia al B20 è Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria per l'internazionalizzazione. «Ci sentiamo in sintonia con la Keidanren, con cui abbiamo relazioni consolidate, radicate nella similarità tra due Paesi radicati nella produzione manifatturiera di qualità. E condividiamo la consapevolezza del rapporto inscindibile tra industria, ambiente e società», afferma Mattioli, secondo cui i temi della «sostenibilità digitale» saranno al centro delle sfide dei prossimi anni. Dalle consultazioni preliminari al vertice, rivela, è emerso un consensus sulla necessità di rafforzare il libero mercato, evitando il più possibile distorsioni che finiscono per penalizzare tutti: dalle barriere tariffarie e non tariffarie fino agli aspetti anticompetitivi delle sovvenzioni a grandi industrie a controllo statale. Dal mondo dell’industria, anticipa Mattioli, uscirà un messaggio di «rigetto delle tendenze protezionistiche, che stanno già avendo un impatto negativo sulla crescita globale».

Al tempo stesso, è diffuso il riconoscimento della necessità di riformare il Wto (i cui rappresentanti saranno presenti al summit, assieme a quelli di altre organizzazioni internazionali), mentre la questione sempre più cruciale della cybersicurezza suggerisce un approccio sia internazionale sia di collaborazioni pubblico-private a tutela della sicurezza digitale di imprese e cittadini. Mattioli sottolinea infine i buoni rapporti con le altre Confindustrie, in particolare con quelle del G7 e con l’associazione degli industriali dell’Argentina, e una comune volontà di battersi per una Europa più forte ed efficiente.

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