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Boeing 737 Max, denunce dei piloti americani prima del disastro aereo

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L'incidente in Etiopia

Boeing 737 Max, denunce dei piloti americani prima del disastro aereo

NEW YORK -Dopo il primo disastro aereo in Indonesia del Boeing 737 Max, lo scorso ottobre, sul volo operato da Lion Air nel quale morirono 187 persone, almeno cinque piloti americani avevano denunciato anomalie nella fase di decollo dello stesso aereo alla Federal Aviation Administration, l’agenzia che controlla l’aviazione civile negli Stati Uniti.
Un capitano aveva definito il manuale di volo del 737 Max «inadeguato con carenze quasi criminali».

Un altro pilota di un volo commerciale, a novembre, aveva raccontato che nella fase di decollo, durante l’ascesa all’improvviso il naso dell’aereo aveva picchiato verso il basso, in un modo così rapido da azionare il sistema di allarme. Una volta disinserito il pilota automatico l’aereo aveva ripreso a volare normalmente.
Non sono riusciti a raccontarlo i piloti del volo dell’Ethiopian Airlines domenica scorsa nel quale sono morte 157 persone. Dalle conversazioni via radio, rivelate dai controllori di volo dell’aeroporto di Addis Abeba, uno dei due piloti aveva parlato di «problemi ai sistemi di volo» tre minuti prima del tragico schianto.

Da ieri il Boeing 737 Max, l’ultima versione rinnovata del velivolo più venduto di sempre, non vola più in tutto il mondo. Anche gli Stati Uniti, buoni ultimi, dopo 42 paesi hanno deciso di lasciarlo a terra in via precauzionale. «La sicurezza del popolo americano e di tutte le persone è la nostra principale preoccupazione», ha twittato il presidente Donald Trump annunciando un «ordine di emergenza» per «lasciare a terra i 737 Max, i 737 Max 9 e tutti gli altri aerei collegati a questi modelli». Il ceo di Boeing Dennis A. Muilenburg poche ore prima aveva telefonato al presidente Trump «per rassicurarlo sulla sicurezza dei 737 Max». Ma la telefonata non è stata sufficiente a evitare di procrastinare ulteriormente lo stop ai voli.

All’indomani del tragico incidente in Etiopia anche la Faa aveva detto di «non intravedere nessun problema» sull’aereo e ha continuato a resistere alle richieste di lasciare a terra il velivolo. Trump infine ha ascoltato il senatore repubblicano Ted Cruz, componente della Commissione che si occupa dei trasporti aerei, che da martedì continuava a ripetere, anche in assenza di evidenza sulle cause del disastro aereo in Etiopia, dell’opportunità di lasciare a terra i Boeing 737 Max, in attesa di accertamenti, a tutela della sicurezza dei passeggeri in tutto il mondo.

Il Boeing 737 è un due motori, usato nelle rotte di medio raggio e può trasportare circa 200 passeggeri. La nuova versione del 737 Max 8 ha effettuato il primo volo tre anni fa ed è entrata in servizio sulle linee commerciali nel 2017. L’aereo è stato studiato per consumare meno carburante, con un motore più grande ed efficiente, spostato in avanti rispetto ai precedenti. Così come il software che è stato sviluppato per controllare il volo e l’assetto del nuovo velivolo. Attraverso un sistema anti-stallo molto sofisticato, che bypassa il tradizionale controllo manuale dei piloti con segnali che vengono rimandati dalle sonde ai motori in tempo reale. Sistema che è sospettato come potenziale causa dei due incidenti avvenuti entrambi durante il decollo, nella fase di accelerazione per l’ascesa del velivolo. Le scatole nere del volo sono state inviate a Parigi per essere analizzate, come ha reso noto oggi la stessa compagnia aerea.

Per Boeing si tratta di un danno enorme in termini di reputazione ed economico. La società di Seattle lo scorso anno aveva riportato ricavi record per 101 miliardi di dollari anche grazie ai contratti del nuovo aereo. La nuova versione del velivolo a medio raggio del colosso dei cieli americano più venduto di sempre, nei piani aziendali doveva essere il principale driver dei ricavi nel prossimo futuro, con più di 5.000 aerei già ordinati in attesa di essere consegnati. Il titolo Boeing in questi pochi giorni è precipitato in Borsa e ha perso quasi 27 miliardi di dollari del suo valore di capitalizzazione.

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