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I cinesi in Italia: 300mila residenti e 50mila imprese

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I cinesi in Italia: 300mila residenti e 50mila imprese

(Ap)
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Ci saranno anche esponenti di spicco delle comunità cinesi in Italia ad accogliere il loro presidente Xi Jinping nella cerimonia che si terrà a Palazzo Venezia. Un deciso salto di qualità rispetto a quando, nel 2011, l'allora vicepresidente Xi Jinping fece tappa a Milano e alcuni di loro colsero l'occasione al volo per andarlo a salutare informalmente nella hall dell'albergo. Economicamente ma, anche, nella capacità di integrarsi, le comunità cinesi hanno fatto grandi progressi. Molto competitive all'interno, soltanto a Milano ci sono 16 associazioni riconosciute, più quella che le federa tutte e fa 17.
La Cina in Italia. Sono circa 300mila i cinesi residenti in Italia, 50mila le imprese, con una fortissima partecipazione femminile. Le comunità più forti sono a Milano, Prato e Roma. La Fondazione Italia Cina nell'ultima edizione di Mondocinese dedicata ai Nuovi cinesi ne ha tratteggiato l'identikit.
A fine 2017 risultavano direttamente presenti in Italia, attraverso almeno un'impresa partecipata circa 300 gruppi, di cui 216 cinesi e 84 con sede principale a Hong Kong. Quanto alla distribuzione territoriale delle imprese partecipate sono concentrate per i quattro quinti del totale nelle regioni settentrionali. Spicca la Lombardia, che ospita 214 imprese a capitale cinese, pari al 41,6% del totale; seguono Lazio con 71 imprese, Emilia-Romagna con 46, Piemonte con 40 e Veneto con 36. La Lombardia guida anche la graduatoria relativa al numero di dipendenti (8.357, pari al 32,1% del totale), seguita da Emilia-Romagna (3.846), Piemonte (3.801), Veneto (3.094) e Liguria (2.932); queste cinque regioni pesano da sole per quasi l'85% del totale.
Ma quanto vale la Cina per l'Italia e in Italia?
Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia hanno rielaborato i dati Istat quantificandone i valori. I rapporti con la Cina valgono 17,6 miliardi per la Lombardia nel 2018, il 40% del totale italiano che è di 44 miliardi. Cresce l'interscambio regionale, +10,9% in un anno. Si tratta di 13 miliardi di import (+10,5%) e 4,4 miliardi di export (+12,2%). La Lombardia è seguita in Italia da Veneto ed Emilia Romagna (oltre 5 miliardi) e Piemonte con 4 miliardi. Prime a livello nazionale Milano (8 miliardi, +12,7%) e Lodi (2,3 miliardi, +20,4%). Vengono poi Torino, Bologna, Treviso e Vicenza. Tra le prime 10 con oltre un miliardo di scambi anche le lombarde Bergamo (+7,1%), Monza Brianza (+10%) e Brescia (+8%).
Gli scambi lombardi con la Cina per settori segnalano nell'import computer e apparecchi elettronici con 4 miliardi (+26,3%), tessile e moda con 1,5 miliardi e metalli con 1,3 miliardi (+11,9%). Nell'export spiccano i macchinari con 1,2 miliardi (+13,7%), la moda con 1 miliardo (+14,4%) e i prodotti chimici con 385 milioni (+29,2%).
L'Italia in Cina: si stima che le imprese cinesi a partecipazione italiana siano oltre 1700, con circa 150 mila addetti e un giro d'affari di 22 miliardi di euro. A queste vanno sommate le 450 imprese a capitale italiano presenti a Hong Kong, che contano circa 8 mila addetti per un giro d'affari di oltre 2,3 miliardi di euro. Nel complesso, il numero di imprese italiane direttamente presenti in Cina o a Hong Kong – con uffici di rappresentanza, joint venture o WFOE (wholly foreign owned enterprises) – supera di gran lunga le 2 mila unità, un dato più che raddoppiato negli ultimi quindici anni.
Le conseguenze della firma del Memorandum sulla Belt&Road, secondo la maggioranza delle circa 200 imprese che operano con l'estero, non saranno rilevanti per il 42% e lo saranno per il 37%. Secondo la rilevazione di Promos Italia, un bel match, ancora tutto da scoprire, tra ottimisti e pessimisti.

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