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IL MESSAGGIO DELL’IMPRENDITORE

Brexit, appello di Richard Branson: disastro imminente, ridiamo la parola al popolo

Richard Branson, fondatore di Virgin Group
Richard Branson, fondatore di Virgin Group

Mentre l’orologi0 della Brexit scorre senza che il governo abbia idea di come fermarlo, si moltiplicano gli appelli a evitare lo scenario peggiore, quello di un’uscita senza accordo. A scendere in campo questa volta è un imprenditore di fama mondiale, quel Richard Branson diventato popolare con il marchio Virgin. In una lettera-appello pubblicata sulla sua pagina personale del sito della compagnia, il magnate britannico usa anche toni drammatici per esprimere il suo pensiero, che coincide con quello della gran parte della business community d’Oltremanica: 

«Il Regno Unito - scrive - è pericolosamente vicino al disastro su larga scala che sarebbe un'uscita dall'Unione europea senza accordo. In una rara dichiarazione congiunta, la Confederazione dell'industria britannica e i sindacati vedono un’«emergenza nazionale». Come investitore nel Regno Unito, non potrei essere più d'accordo. È giunto il momento per il governo britannico di ripensare il suo approccio».

Branson non risparmia critiche alla premier Theresa May: «In una fase di profonda crisi nazionale per il Regno Unito, non c'è alcun segno della leadership inclusiva che una crisi di questo tipo richiederebbe. Dando priorità al suo partito rispetto al paese, il Primo Ministro non agisce più nell'interesse nazionale».

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L’uomo che guida un impero da 20 miliardi di sterline di fatturato, e che ha in Gran Bretagna il suo quartier generale, ritiene che sia giunta l’ora di un ripensamento generale della strategia sulla Brexit: «Quasi tre anni dopo il referendum del 2016 - osserva - poche, se non nessuna, delle tesi originarie sull’uscita dalla Ue si sono rivelate corrette. Migliaia di posti di lavoro in Gran Bretagna sono già andati persi, con molti altri licenziamenti all'orizzonte».

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«La verità - conclude il magnate-filantropo - è che le opinioni delle persone non sono mai statiche. Si evolvono. E possono cambiare. Non sono l'unico ad avvertire che molti cittadini britannici hanno cambiato idea.
Il governo britannico deve ora mettere sul tavolo tutte le opzioni e dare ai cittadini un'ultima parola. In caso contrario, c'è un'unica alternativa: una chiara decisione del Parlamento di chiedere al governo di revocare l'articolo 50 e ricominciare il processo da zero. C'è poco tempo per evitare un disastro multigenerazionale». Theresa May terrà conto di questo accorato appello?

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