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Sono oltre 700mila gli italiani in UK

Brexit, Londra ai cittadini Ue: «Fate domanda di residenza permanente»

LONDRA - Un invito a restare in Gran Bretagna anche dopo Brexit: così il ministero dell'Interno descrive la campagna di informazione che parte oggi per incoraggiare i cittadini europei a fare domanda di residenza permanente.
La campagna prevede poster e cartelloni sulle strade principali, nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana oltre a messaggi pubblicitari in televisione, alla radio e online per informare i 3,7 milioni di cittadini di Paesi dell'Unione Europea che vivono in Gran Bretagna – oltre 700mila dei quali italiani - del loro diritto a restare.
«La mia priorità è che i cittadini europei che si sono costruiti una vita qui e che hanno contribuito così tanto alla nostra società continuino a sentirsi i benvenuti nel Regno Unito -, ha spiegato Caroline Nokes, sottosegretario all'Immigrazione -. Voglio che i cittadini Ue restino e continuino a sentirsi a casa qui e li invito caldamente a fare domanda».

Il cosiddetto “Eu settlement scheme” parte ufficialmente sabato 30 marzo, il giorno dopo quella che era la data della prevista uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Al summit Ue della settimana scorsa i 27 hanno concesso un rinvio, su richiesta del Governo britannico, e questa settimana il Parlamento dovrà decidere le prossime mosse. Se l'accordo concordato con Bruxelles verrà approvato dai deputati al terzo tentativo, Londra avrà tempo fino al 22 maggio per ratificare l'uscita. Se invece l'intesa sarà respinta, un piano alternativo andrà presentato prima del 12 aprile.

Regna l'incertezza più totale su Brexit, ma il Governo britannico ha già assicurato che, anche in caso di uscita senza accordo o “no deal”, i diritti dei cittadini Ue residenti da tempo in Gran Bretagna saranno tutelati. La campagna pubblicitaria avviata oggi durerà un mese e intende spiegare loro quali sono le procedure.

Chi vive e lavora in Gran Bretagna da almeno cinque anni e ha un passaporto valido può chiedere e ottenere il “settled status” o diritto di residenza permanente senza restrizioni o limiti. Chi invece è qui da meno di cinque anni potrà richiedere il “pre-settled status”, una forma di residenza transitoria, e poi allo scadere dei cinque anni di permanenza nel Paese potranno modificarla in residenza permanente.

Le procedure sono semplici e rapide, assicura l'Home Office, che incoraggia i cittadini Ue a fare domanda online scaricando l'apposita app. Sul sito sono disponibili informazioni dettagliate in tutte le lingue Ue.

Per richiedere la residenza permanente bisogna dimostrare la propria identità, dichiarare eventuali precedenti penali e inviare una foto. Il ministero controllerà i dati, il periodo di residenza in Gran Bretagna e le banche dati su terroristi e criminali e poi se tutto è in regola concederà il “settled status”.La scadenza per fare domanda è il 30 giugno 2021 se l'accordo di recesso verrà approvato e il 31 dicembre 2020 in caso di “no deal”.

Come segnale di buona volontà, la premier Theresa May in gennaio aveva annunciato che la domanda di residenza permanente sarà gratuita. Inizialmente il Governo aveva previsto un costo di 65 sterline per ogni domanda.
Il ministero dell'Interno assicura che le domande verranno gestite rapidamente, e che 1.500 dipendenti sono stati addestrati per fare le verifiche e assegnati esclusivamente a quel compito. Molti temono però che, dato il numero di domande previste – migliaia da smaltire al giorno - ci siano inevitabili intoppi e ritardi. Un progetto pilota avviato lo scorso anno ha portato alla registrazione di 200mila persone ma ha anche riscontrato problemi, come il fatto ad esempio che la app necessaria non è disponibile sugli iPhone, ma solo sui cellulari Android.

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