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trump «riconosce» il Golan

Dopo il razzo su Tel Aviv, Israele dà il via all’offensiva aerea su Gaza

L’esercito israeliano ha iniziato un'offensiva aerea contro la striscia di Gaza come rappresaglia per l’attacco missilistico che ha colpito un edifico di Tel Aviv, causando il ferimento di 7 persone, nel secondo attacco contro obiettivi israeliani in meno di due settimane. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, candidato (e in difficoltà nei sondaggi) per un quinto mandato alle elezioni del 9 aprile, ha dovuto interrompere un viaggio negli Stati Uniti, dove ha celebrato il riconoscimento da parte di Donald Trump della sovranità israeliana sulle alture del Golan. «Questo è stato un attacco criminale allo Stato di Israele, e risponderemo con forza», ha detto il primo ministro in un video fornito dal suo ufficio.

Oltre ai raid aerei, Israele ha spostato truppe più vicino al confine meridionale con Gaza e l’esercito ha chiuso le zone militari vicino alla frontiera. Sono stati richiamati i riservisti e installati nuove batteria di difesa missilistica Iron Done.

I raid israeliani a Gaza
Funzionari della sicurezza di Hamas hanno detto che i primi attacchi aerei israeliani hanno preso di mira due strutture militari e siti di addestramento nel nord di Gaza. Non sono stati segnalati feriti perché i militanti avevano evacuato i loro posti in previsione di una rappresaglia israeliana. Il capo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha promesso che «il nostro popolo non si arrenderà» e gli ospedali di Gaza sono stati messi in stato di emergenza.

Secondo fonti israeliane, l’attacco avrebbe colpito e distrutto un «quartier generale segreto» dell’intelligence di Hamas, nonchè l’ufficio dello stesso leader Haniyeh, al momento non presente nell’edificio.

Escalation di attacchi contro Israele
Gli attacchi contro Israele sono aumentati di recente da quando Hamas ha represso le recenti proteste contro le terribili condizioni nell’enclave costiera, che geme sotto i blocchi israeliani ed egiziani, le sanzioni imposte dall'Autorità palestinese con sede in Cisgiordania e le tasse di Hamas. Le “unità di confusione notturna” sostenute da Hamas hanno intensificato i loro attacchi ai soldati israeliani lungo il confine e hanno lanciato palloni incendiari. Tre palestinesi sono stati uccisi negli scontri con Israele lo scorso fine settimana. Nessuno dei gruppi militanti di Gaza ha rivendicato la responsabilità per l’incendio del razzo, dicendo che è stato un incidente - la stessa spiegazione data per un attacco del 14 marzo a Tel Aviv. Israele ha respinto questa idea e ha incolpato Hamas per il lancio. Nessun sistema Iron Dome era stato piazzato nella zona.

Razzo su Tel Aviv colpisce una casa
Secondo l’esercito israeliano, la rampa di lancio del razzo che ha colpito Tel Aviv si trova a Rafah, nel sud della Striscia, a 120 chilometri di distanza dall'impatto in Israele. La casa colpita nella mattinata di lunedì 25 marzo si trova a nord di Tel Aviv, presso la comunità di Mishmeret nella piana di Sharon. È la prima volta che la zona viene raggiunta da razzi palestinesi provenienti dalla Striscia e non sarà un caso: il livello di tensione si è alzato, con il presidente americano Donald Trump che, sempre nella giornata del 25 marzo, si appresta a firmare il riconoscimento della sovranità di Israele sul Golan e la premier della Romania pronta a riconoscere Gerusalemme capitale.

GUARDA IL VIDEO. Trump: «Il Golan appartiene a Israele»

La conta dei feriti
Il razzo ha ferito una donna 59 anni e un’altra di 30, un uomo di 30 anni, una ragazzina di 12 anni, uno di 3 anni e un neonato di 18 mesi. Tutti sono stati ricoverati nell’ospedale di Kfar Saba. Altre persone sono state curate per attacchi di panico e piccole ferite riportate mentre correvano nei rifugi. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si trova negli Stati Uniti, dove si appresta ad incontrare Trump. Domenica in un’intervista televisiva aveva lanciato un nuovo monito precisando che non esiterebbe a rispondere con forza a eventuali attacchi di Hamas, malgrado l’imminenza delle elezioni politiche del 9 aprile.

GUARDA IL VIDEO. Razzo di Gaza su Tel Aviv

Trump riconosce il Golan
E infatti la sua voce non tarda a farsi sentire. «Un attacco criminale contro Israele al quale reagiremo con tutta la forza», commenta Netanyahu. «Vista la situazione di sicurezza - ha aggiunto - ho deciso di accorciare la visita negli Usa. Tra poche ore vedrò Trump e subito dopo tornerò immediatamente in Israele per seguire la situazione da vicino». Proprio alla presenza di Netanyahu Trump in giornata firmerà «il decreto che riconosce la sovranità israeliana sulle Alture del Golan», lo ha scritto su Twitter il ministro degli affari Esteri israeliano Yisrael Katz aggiungendo che «i legami tra Israele e gli Usa sono più stretti che mai».

Preoccupazione a Gaza
Intanto un’atmosfera di emergenza e di preoccupazione si avverte nella striscia di Gaza. Il leader locale di Hamas Yihya Sinwar - che doveva prendere parte stamane all’inaugurazione di un campo di calcio a Rafah, a sud di Gaza, assieme a un diplomatico del Giappone - ha annullato l’impegno. Secondo fonti locali, Hamas sarebbe occupato in queste ore a sgomberare le proprie installazioni militari principali. Da parte sua la Jihad islamica ha lanciato un avvertimento a Israele: «I comandanti del nemico devono sapere - ha reso noto - che in caso di un confronto armato reagiremmo con grande forza».

Romania pronta a spostare
Intanto sulla questione mediorientale si rompe il fronte dell’Unione europea. La premier romena Viorica Dancila ha annunciato lo spostamento dell’ambasciata della Romania da Tel Aviv a Gerusalemme. È il primo Paese dell’Unione Europea a trasferire la sede diplomatica dopo la decisione dell’amministrazione Trump. «Sono contenta di annunciare lo spostamento della nostra ambasciata a Gerusalemme, capitale dello Stato di Israele», ha detto la premier a Washington alla conferenza dell’Aipac, l’organizzazione Usa per il miglioramento delle relazioni con Israele. Per quanto il provvedimento dovrà essere ratificato anche dal presidente della repubblica Klaus Iohannis. La scelta rumena, in ogni caso, non dovrebbe generare più di tanto scossoni a Bruxelles. L’Ue ha sempre sostenuto la soluzione di due Stati con Gerusalemme capitale di Israele e Palestina e «la nostra posizione non è cambiata», ricordano fonti dell’Unione europea.

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