Mondo

Germania, i colossi industriali taglieranno 100mila posti di lavoro

  • Abbonati
  • Accedi
a caccia di produttività

Germania, i colossi industriali taglieranno 100mila posti di lavoro

(Agf)
(Agf)

Le grandi industrie tedesche quotate sull’indice Dax, per contrastare il rallentamento economico, portare avanti piani di ristrutturazione e di ammodernamento per mantenere alta la competitività, hanno avviato programmi di risparmio che possono portare al taglio di 100mila posti di lavoro. È quanto stima il quotidiano economico tedesco Handelsblatt in un’inchiesta che mette in risalto i “programmi pluriennali di risparmio” delle big tedesche che ammontano a un totale di 20 miliardi.

Il contenimento dei costi del personale, che è anche dovuto agli aumenti salariali che in media sono stati del 3,1% nel 2018 in Germania, è nella maggior parte dei casi abbinato nei grandi gruppi ad un incremento degli investimenti in Ricerca e Sviluppo e all’assunzione di nuova manodopera specializzata. Tuttavia, il primo impatto sull’occupazione delle strategie già annunciate e mirate al risparmio è rilevante: 100mila posti di lavoro in meno, spalmati su uno spazio temporale pluriennale, tra l’altro non tengono conto della potenziale fusione tra Deutsche bank e Commerzbank che potrebbe far lievitare questa cifra di altri 20-30mila posti, se non di più.

Volkswagen è il primo esempio citato nell’inchiesta, per via del maxi-piano di tagli annunciato nel 2016 fino a 30.000 posti entro il 2020: VW nei giorni scorsi ha confermato una sforbiciata tra i 5.000 e i 7.000 addetti questa volta entro il 2023. Ma bisogna anche tener conto della creazione di nuovi posti di lavoro, e nuove professionalità in un’industria come quella dell’auto che sta attraversando una rivoluzione tecnologica: sono 10mila i nuovi dipendenti attesi per VW. BMW per contro, pur avendo programmato risparmi totali pari a 12 miliardi entro il 2022, quest’anno lascerà la forza lavoro invariata.

Altri casi eclatanti di aziende che risultano appesantite dalle dimensioni del personale, sono Deutsche Post e Thyssen-Krupp. Deutsche Post ha 520mila dipendenti e al momento ha annunciato un piano di risparmi annuali pari a 400 milioni: non prevede sulla carta tagli al personale ma anzi intende assumere 5.000 nuovi addetti. Tuttavia un piano di ristrutturazione allo studio, con la fusione di diverse aree di business, porterebbe alla perdita di centinaia di posti di lavoro, secondo il quotidiano tedesco.

Thyssen-Krupp ha invece già annunciato il taglio di 2.000 posti. Secondo Handelsblatt, la riduzione dei dipendenti di Thyssen-Krupp, attualmente 161mila, potrebbe risultare ben più elevata. Per il colosso dell’energia RWE il taglio dei posti potrebbe essere pari a 5.000. In Lufthansa non è ancora chiaro cosa accadrà a 3.200 addetti che non hanno le competenze necessarie per portare avanti la digitalizzazione. Siemens ha programmato tagli al personale di 2.900 addetti. In Bayer, dopo l’acquisizione Monsanto, ha annunciato una riduzione di 12mila dipendenti entro il 2021.

© Riproduzione riservata