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Visori inframuro e sistemi antidrone: le 6 armi future secondo il Pentagono

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Visori inframuro e sistemi antidrone: le 6 armi future secondo il Pentagono

Si va dai visori in grado di “vedere” attraverso i muri a quelli notturni a colori, fino ai sistemi antidrone sottomarini e ai sistemi di riconoscimento facciale a lunga distanza. Un documento del Combating Terrorism Technical Support Office (Cttso), ramo del Pentagono che si occupa di futuribili armi antiterrorismo, ha ufficialmente presentato i suoi “desiderata” al mondo della tecnologia militare con una deadline estremamente ravvicinata: il primo ottobre 2019. Il bello è che, secondo Paul Rosenzweig, esperto di cybersicurezza e sicurezza nazionale, alcuni di questi device sono realizzabili davvero in tempi brevi. Ma vediamo più in dettaglio i sei dispositivi richiesti dal Pentagono:

1. VISORI INFRAMURO
La richiesta del Cttso è chiara: «le operazioni tattiche richiedono la capacità di individuare essere umani all’interno di una struttura opaca senza entrare nell’edificio con personale o strumentazione fisica». Con la tecnologia di oggi invece, continua il documento, per individuare persone all’interno di un edificio (oltre che conoscere la disposizione delle stanze e dei vani) bisogna entrarci fisicamente, con un team o con macchine dedicate. È dunque necessario un nuovo device, spiega il Pentagono, in grado di riconoscere in tempo reale e in modo tridimensionale le persone che si nascondono in un edificio, distinguendo chi è armato da chi non lo è. Il sistema deve inoltre funzionare da remoto e potersi collegare a tablet e smartphone.

2. SISTEMI DI RICONOSCIMENTO FACCIALE A LUNGA DISTANZA
Nonostante siano diventati uno strumento di uso comune per le forze militari e di polizia (oltre che per la popstar Taylow Swift, che li usa per individuare i suoi innumerevoli stalker), i sistemi di riconoscimento hanno un enorme limite: sulle lunghe distanze forniscono una risoluzione dell’immagine troppo bassa. Il Pentagono è quindi alla ricerca di nuove tecnologie di riconosciento facciale in grado di lavorare in alta risoluzione fino a 300 metri di distanza, anche in contesti urbani. Il device richiesto deve pesare meno di 16 chili, entrare in uno zainetto, ed essere in grado di comparare in tempo reale le immagini catturate con quelle rese disponibili da altre fonti come telecamere a circuito chiuso o social media.

3. VISORI NOTTURNI A COLORI
Il Pentagono fa notare come i tradizionali visori notturni delle forze armate, quelli di piccole dimensioni da montare sull’elmetto, restituiscano immagini verdi e granulari di bassa qualità. Esiste, è vero, un nuovo sistema sperimentale in grado di fornire immagini notturne a colori, ma è grande come una videocamera e va montato su cavalletto, quindi non è l’ideale per equipaggiare singoli soldati. Perciò il Cttso è alla ricerca di un sistema di visione notturna da elmetto «capace di produrre immagini a colori delle cose inquadrate, con colori che riproducano esattamente quelli reali». Che dev’essere per giunta adatto a scontri armati, quindi robusto, e «non deve danneggiarsi nemmeno se le batterie vengono montate in modo sbagliato».

4. SISTEMI INVIDIDUALI D’ALLARME “INDOSSABILI”
In alcuni Paesi le ambasciate statunitensi rischiano continuamente attacchi terroristici, sottolinea ancora il documento del Pentagono, ma durante le emergenze i sistemi di sicurezza delle sedi diplomatiche fanno suonare un allarme con un volume altissimo, tipo quelli antincendio. Con il risultato di far sapere anche ai terroristi che il loro obiettivo è in fase di allerta. Quello che cerca il Cttso è invece un dispositivo individuale indossabile, da distribuire a ogni impiegato dell’ambasciata, in grado di avvertire di un pericolo senza allarmi acustici, semplicemente con una vibrazione o una pressione. In caso di pericolo, il dispositivo individuale distribuito al personale deve essere anche in grado di allertare la sicurezza della sede diplomatica in modo discreto. Infine «dev’essere abbastanza economico da poter essere sacrificato».

5. DETECTOR PORTATILI PER OGGETTI NON METALLICI 
I metal detector portatili “a bacchetta” funzionano bene solo per individuare oggetti metallici, nota con preoccupazione il documento del Pentagono. C’è quindi bisogno urgente di un piccolo dispositivo portatile «in grado di rilevare oggetti anche non metallici nascosti sotto i vestiti o nelle tasche». Deve pesare meno di 600 grammi, lavorare bene anche senza un contatto fisico con il soggetto da controllare ed essere in grado di «individuare anomalie attraverso magliette, mutande e abbigliamento leggero», anche se l’ideale sarebbe una tecnologia efficace anche su persone che indossano giacconi pesanti.

6. SISTEMI ARMATI SOTTOMARINI ANTIDRONE
La minaccia più recente per navi e sommergibili sono i droni sottomarini, che sarebbero stati sviluppati tra gli altri anche dalla Russia. La stessa Us Navy ha creato speciali droni in grado di individuare e fare brillare mine marine, sorvegliare le coste e raccogliere dati di ogni tipo. Il problema, nota il Pentagono, è che non sono stati invece sviluppati sistemi antidrone navali. Il “desiderata” è quindi quello di ottenere al più presto tecnologie per rilevare oggetti spinti da due motori elettrici e intercettarli, distruggendoli se necessario, utilizzando come armi anche getti d’acqua ad altissima pressione in grado di far esplodere le bombe potenzialmente trasportate dai droni.

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