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Draghi: per le banche centrali è allarme indipendenza

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Draghi: per le banche centrali è allarme indipendenza

Il presidente della Bce, Mario Draghi si è detto preoccupato per le pressioni della Casa Bianca sulla Federal Reserve. La perdita di indipendenza delle banche centrali, ha avvisato, ne mette a repentaglio la credibilità. Con l'ipotesi di nominare due candidati di controversa competenza nel board della Fed (Herman Cain e Stephen Moore), con le continue richieste di tagli dei tassi e con l'accusa di non fare abbastanza per sostenere l'economia, il presidente Usa, Donald Trump, ha alimentato timori per l'autonomia dell'Istituto monetario, da 25 anni un tabù in tutto il mondo, sorto proprio come antidoto all'assenza di indipendenza e all'iperinflazione degli anni 70, sua diretta conseguenza.

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«Certo che sono preoccupato», ha detto Draghi durante la conferenza stampa tenuta al termine dei lavori dell'Fmi e del G20 a Washington. Soprattutto, ha aggiunto, quando si tratta del Paese “più importante del mondo”. Se la Banca centrale perde indipendenza, ha spiegato, «le persone possono pensare che le decisioni di politica monetaria seguano indicazioni (dei governi, ndr) piuttosto che la valutazione oggettiva delle prospettive economiche».

Non è la prima volta che Draghi lancia questo richiamo. Condiviso anche dal capoeconomista del Fondo monetario internazionale, Gita Gopinath, secondo la quale se le pressioni politiche dovessero diventare fortissime, diventerebbero un fattore di rischio sulle prospettive di ripresa dell'economia globale.

La questione è stata una dei temi che ha attraversato i lavori dell'Fmi e del G20. Le ingerenze dei governi crescono in molti Paesi, man mano che prendono forza populismo, sovranismo e voglia di rivincita sulle “tecnocrazie” (e chi più delle banche centrali le incarna nell'immaginario populista) .

In Turchia, il presidente Erdogan si è scagliato contro il governatore Murat Çetinkaya, dichiarandosi “nemico dei tassi d'interesse”. L'India ha cambiato tre governatori in tre anni. I mandati dei due predecessori di Shaktikanta Das, nominato dal governo di Modi a fine 2018, sono stati punteggiati da polemiche con l'Esecutivo e con il partito di maggioranza, il Bjp. Nel Regno Unito, i brexiteers attaccano duramente la Bank of England. «All'interno del loro mandato, le banche centrali – ha detto Draghi- dovrebbero essere lasciate libere di scegliere ciò che è meglio per eseguire il loro mandato. Perché se non sono libere, allora non sono responsabili».

La stessa Bce è stata più volte tirata per la giacca e criticata, anche in Italia. Tuttavia, Draghi ha affermato di non percepire un rischio per l'indipendenza dell'istituto di Francoforte, grazie alle salvaguardie giuridiche esistenti. Draghi ha anche detto di non ritenere che i casi di interferenza nelle altre economie stiano minando la fiducia globale

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