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Bruxelles si impegna a ridurre l’iper-regolamentazione

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Servizio |COMMISSIONE EUROPEA

Bruxelles si impegna a ridurre l’iper-regolamentazione

  • –dal nostro corrispondente
(Reuters)
(Reuters)

BRUXELLES - Cinque anni fa il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker fece della lotta contro l’iper-regolamentazione un suo cavallo di battaglia pur di arginare le proteste di crescente frange euroscettiche della popolazione europea. Da allora, il quadro politico è cambiato radicalmente, a iniziare dalla scelta inglese di lasciare l’Unione; ma oggi l’esecutivo comunitario ha deciso di fare il punto sull’impegno a una migliore regolamentazione a sei mesi dalla fine del suo mandato.

«Una migliore regolamentazione è ormai un dato di fatto nel Dna del processo decisionale europeo – ha detto oggi a Bruxelles il vice presidente della Commissione Frans Timmermans –. Dobbiamo ora (…) rafforzare i nostri sforzi, soprattutto in un contesto nel quale i fatti sono messi in dubbio, ponendo a rischio il tessuto stesso della democrazia e della ricerca scientifica».

L’Ocse ha ritenuto nel 2018 la regolamentazione europea una delle migliori al mondo.
Tra le altre cose, in questi ultimi cinque anni, la Commissione europea ha voluto aprire al contributo esterno l’iter decisionale comunitario. Dal 2015, l’esecutivo comunitario ha organizzato 400 consultazioni pubbliche. Per esempio, l’ipotesi di eliminare il cambio di ora, spiega Bruxelles in un comunicato stampa pubblicato oggi, ha ricevuto 4,6 milioni di risposte. Un nuovo portale internet, chiamato Have Your Say, “Dite la vostra” in italiano, è stato visitato 900mila volte nel corso del 2018.

L’esecutivo comunitario ha creato una commissione chiamata ad analizzare la regolamentazione europea (in inglese viene chiamata Regulatory Scrutiny Board) e a valutare le analisi d’impatto che l’esecutivo comunitario effettua prima di presentare una proposta legislativa al Parlamento e al Consiglio. Nel contempo, Bruxelles ha presentato in questi ultimi cinque anni 150 iniziative per semplificare l’acquis communautaire, ossia il diritto comunitario.

In passato, la Commissione europea è stata accusata di regolamentare cose inutili o in campi che non le spettano (la curvatura dei cetrioli è un classico esempio). Non è un caso, a dire il vero. Da un lato, il processo di integrazione europea è stato concepito fin dall’inizio come una struttura giuridica basata su trattati, leggi, norme. Dall'altro, la natura stessa stessa di un mercato unico a cui partecipano 28 paesi diversi richiede inevitabilmente una profonda armonizzazione regolamentare.

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