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Al via a New York l’Italian Business and Investment Initiative

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COMMERCIO TRANSATLANTICO POST-BREXIT

Al via a New York l’Italian Business and Investment Initiative

NEW YORK - Al via oggi la più recente edizione annuale della Italian Business and Investment Initiative organizzata dall'International Business Exchange. Un'edizione dedicata a un tema scottante: «Il commercio transatlantico nella realtà post-Brexit: far leva sul legame europeo-americano», con un occhio particolarmente attento rivolto all'Italia.

«Affrontiamo un'agenda importante e delicata - spiega il chief executive della Initiative, Fernando Napolitano - Che si propone di presentare, attraverso il dialogo, l'Italia come Paese serio, dal punto di vista dei protagonisti che ne fanno il Pil. È vero che esistono ancora riforme da fare, ma anche che ci sono opportunità d'affari». Un evento che si propone non solo e non tanto come momento di analisi ma, aggiunge Napolitano, come una “call to action”, un appello all'azione, in un contesto nel quale il business, le imprese, «sono oggi all'avanguardia».

Questa “puntata” dell'evento newyorchese vede la presenza di circa 190 partecipanti, professionisti impegnati nel mondo degli affari e cerniera dei rapporti tra l'Italia, l'Europa e gli Stati Uniti. Con un'agenda fitta: l'apertura da parte di Richard Haas, President del think tank Council on Foreign Relations, è seguita dall'intervento del Console italiano Francesco Genuardi e dall'introduzione ai lavori di Napolitano. Il discorso keynote è stato affidato a William Mayer, Trustee & Chairman Emeritus dell'Aspen Institute.

Tra i momenti più specificamente dedicati all'Italia vi è la presentazione di un rapporto di Equita sulle banche, Reshaping of an Industry: The Italian Banks in the Context of the Banking Union in Europe. E una tavola rotonda sull'impatto del debito del Paese e sulle chance di investimento e per il private equity. Con gli investimenti di private equity in Europa ai livelli massimi da un decennio, l'interrogativo è se il continente rimarra' attraente anche in presenza di tensioni politiche e di potenziali difficiltà economiche. Qui viene sollevata la domanda su «che cosa accadrà del debito italiano» con la quale si cimentano Giuseppe Castagna, CEO, Banco BPM; Dick Cashin, President di One Equity Partners; Francesco Cardinali, Senior Country Manager, Italy di JP Morgan; e Paolo Vicinelli, Portfolio Manager di Gabelli.

In gioco, più in generale, ci sono oggi le ragioni che vedono «la cooperazione economica tra Stati Uniti e Europa più importanti che mai per entrambe le parti». Come recita l'agenda stessa, la polarizzazione internazionale ha «iniettato incertezza sui mercati globali. Con le guerre commerciali, con gli Stati Uniti che distolgono lo sguardo dalla Cina, l'Europa appare un alleato naturale». Mentre il vecchio continente da parte sua «con le lotte interne ha bisogno di una forza economica di stabilizzazione».

I relatori comprendono Michelle Nowlis, Associate Dean della Johnson Graduate School of Management della Cornell University; Sharyn O'Halloran, George Blumenthal Professor di Political Economics e di International and Public Affairs della Columbia University.
Un altro panel è dedicato al ruolo centrate del settore privato in una realta' politica e socio-economica mutata in Europa. Qui vengono citate le svolte elettorali di questi anni e un clima «sempre più instabile che vede il privato chiamato dai cittadini a giocare un ruolo maggiore e con maggior responsabilità nei confronti della società civile». Tra i panelists Gideon Maltz, Executive Director della Tent Partnership for Refug, Jeffrey Hedberg, CEO di Wind Tre e Manlio Coviello, President of the Board di TERNA PLUS.

Il campo educativo e la preparazione della forza del lavoro del futuro, al cospetto di sviluppi tecnologici e innovazioni quali l'avanzata dell'intelligenza artificiale, sono a loro volta un terreno fertile per la collaborazione transatlantica. Chaiamti a parlarne sono Donna Rapaccioli, Dean della Fordham Gabelli School of Business; Ketty Maisonrouge, Founder di KM & Co.; Mark Tykocinski, Provost e Executive Vice President for Academic Affairs della Thomas Jefferson University. Viene infine affrontato lo stato delle città e il ruolo delle amministrazioni locali quale fattore di stabilità.

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