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Pace fatta tra Apple e Qualcomm per i microchip 5G sugli smartphone

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nuovo accordo di licenza

Pace fatta tra Apple e Qualcomm per i microchip 5G sugli smartphone

New York - Scoppia la pace tra Apple e Qualcomm. Il colosso degli iPhone e quello dei microchip hanno deciso di cancellare ogni disputa legale e di firmare un nuovo accordo di licenza su scala globale che risolve una annosa e durissima battaglia su brevetti e diritti legati alle innovazioni negli smartphone.
Il compromesso, ancorato da un’intesa di licenza della durata di sei anni e dalla fornitura di nuovi processori per modem alla Apple, è arrivato in extremis, all’apertura di un procedimento in aula tra le due aziende. Prevede anche il pagamento di una somma che non è stata resa nota da parte di Apple a favore di Qualcomm, la quale si aspetta un aumento di due dollari negli utili annuali per azione grazie alle nuove forniture alla Apple.

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La soluzione dello scontro, durato in tutto oltre due anni fino al culmine davanti ad un tribunale a San Diego in California, ha eliminato pesanti ombre soprattutto sul futuro di Qualcomm, stando a investitori e analisti. Il titolo del protagonista dei chip ha risposto fin dal pomeriggio di ieri con un’impennata del 23%, salendo ai massimi da ottobre.

Il caso era esploso con l’accusa portata da Qualcomm che Apple avrebbe violato la sua proprietà intellettuale rifiutandosi di versare adeguate royalties. Apple aveva invece sostenuto che la colpa della crisi ricadeva su Qualcomm, la quale avrebbe per anni caricato costi eccessivi legati a quei brevetti, pari a una percentuale del 5% sui prezzi di vendita degli iPhone venduti su scala mondiale fino a un massimo di 400 dollari per device. Una pratica che l’avrebbe resa colpevole di abuso di posizione dominante sul mercato.

In gioco era finito il futuro stesso del modello di business di Qualcomm e il destino di pagamenti multimiliardari, con Apple che aveva ad oggi congelato versamenti stimati in almeno 8 miliardi altrimenti dovuti a Qualcomm. La sfida legale con il gigante di Cupertino aveva scosso Qualcomm a Wall Street: in Borsa il suo titolo aveva ormai bruciato oltre 25 miliardi di market cap.

Una spinta decisiva al compromesso, se per Qualcomm potrebbe essere arrivata dal desiderio di tornare in auge, si è però oggi fatta sentire anche per Apple. L’urgenza è nata dall’avvento di una nuova generazione, la quinta, di processori wireless. Apple aveva di recente provato a far ricorso a chip alternativi di Intel, che però è apparsa in ritardo di almeno un anno su Qualcomm nello sviluppo della tecnologia wireless 5G. La necessità di accelerare gli sforzi per Apple è stata aggravata dall’avanzata della sua grande rivale negli smartphone Samsung, che è sembrata in grado di offrire devices più veloci.

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