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Via della Seta, Conte: «Più investimenti cinesi, ma non…

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l’incontro a pechino

Via della Seta, Conte: «Più investimenti cinesi, ma non predatori»

PECHINO – L’Italia ha chiesto e ottenuto nel memorandum of understanding sulla Nuova via della Seta firmato a Roma a fine marzo più trasparenza e condizioni di reciprocità con il Governo cinese. Lo ha fatto nell’interesse delle imprese italiane (e anche europee), che si attendono ora maggiore apertura verso il made in Italy. L’Italia vuole favorire nuovi investimenti cinesi in Italia ma saremo attenti che non vi siano «iniziative predatorie» e tuteleremo al massimo «i dati sensibili nella sperimentazione del 5G».

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Questo in sintesi il messaggio che il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha lanciato al fondatore e ad di Huawei, Ren Zhengfei, e poi alla comunità degli imprenditori italiani incontrata nella sede dell'Ambasciata italiana a Pechino prima di partecipare alla cena inaugurale al Palazzo del Popolo con il presidente cinese Xi Jinping e tutti i capi delle delegazioni di circa 150 Paesi, che partecipano qui a Pechino fino a domani al secondo Forum della Belt and Road Initiative , la nuova Via della Seta.

Conte: il Memorandum occasione per business italiano
In Cina, ha spiegato il premier italiano agli imprenditori presenti in ambasciata, «si stanno vivendo straordinari cambiamenti; ci sono grandi opportunità da cogliere per nostro Paese». L’ Italia, ha aggiunto Conte, è presente con le varie iniziative prese dal nostro Governo e in seguito all'ultima visita del presidente Xi a Roma che «ha scandito un messaggio molto importante nelle relazioni tra i nostri due Paesi, con il vicepresidente Di Maio che ha sottoscritto il memorandum per la Via della Seta e ora la nostra partecipazione qui per il secondo Forum». C’è molta attenzione nei nostri confronti da parte Governo cinese, ha osservato sempre Conte, perchè «loro considerano strategico il rapporto con il nostro Paese», il primo del G7 a firmare un memorandum di questo tipo.

Ora migliori condizioni di accesso al mercato cinese
Se siamo stati così determinati a perseguire questa strada, ha spiegato Conte, è perché «ci aspettiamo delle migliori condizioni di accesso per le nostre imprese al mercato cinese, una maggiore apertura verso il made in Italy perchè poiché c'è domanda crescente di prodotti di qualità in Cina e le nostre imprese in questo modo potrebbero migliorare le loro performance». Ma ai cinesi, ha tenuto a precisare Conte, «abbiamo chiesto parità di condizioni e abbiamo ottenuto che fosse inserito già nel memorandum questo principio tanto che nel suo discorso inaugurale anche il presidente Xi lo ha richiamato come tutti i principi a noi cari quali sostenibilità finanziaria e trasparenza». In questo modo l’Italia non solo sta creando maggiori opportunità per se ma anche per l'Europa intera e anche per questo, ha precisato il premier «ci aspettiamo maggiori investimenti cinesi in Italia«.

Sul 5G vigileremo per tutela dati sensibili
Come primo atto della sua visita a Pechino per partecipare al secondo Forum della Bri, Conte ha incontrato il fondatore e ad di Huawei, Ren Zhengfei, per uno scambio di informazioni sulla sperimentazione del progetto 5G in cinque città italiane. Conte non ha mancato di manifestare le sensibilità italiane sulla tutela dei dati personali che ha portato all'inserimento del 5G nel provvedimento del golden power italiano. Il tema è stato toccato da Conte anche davanti agli imprenditori italiani. «Saremo ben attenti – ha insistito Conte - che non vi siano da parte cinese iniziative predatorie soprattutto nel settore delle tlc, settore molto sensibile come il 5G dove chiediamo che siano rispettati standard di sicurezza massimi». Conte ha ricordato che «come rappresentante del Governo ho il dovere di tutelare la protezione dei dati ma la Cina resta una grande opportunità».

Tra Italia e Cina anche scambi culturali
Conte ha apprezzato il fatto che la comunità degli imprenditori italiani che hanno deciso di lavorare in Cina sia molto giovane (tra i 20 e i 45 anni) e ha avuto parole di stima per il lavoro dell'Ambasciata italiana, che sta promuovendo numerose iniziative culturali. L’anno prossimo sarà l'anno della cultura e del turismo italo-cinese e cadrà anche il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Numerosi scambi anche a livello accademico e tra le Camere di commercio. «Se tutte queste iniziative si fanno – ha chiarito Conte - è perchè la nostra ambasciata ci sta aiutando moltissimo. Io sono qui per una ciliegina ma c'è dietro tantissimo lavoro. Apprezzo molto che il 12 maggio sia prevista una giornata per valutare offerte di lavoro per giovani mentre iniziative a scadenze semestrali serviranno per valutare lo stato salute dei rapporti della comunità imprenditoriale italiana ma per esaminare varie iniziative». Del resto, ha concluso Conte «se abbiamo ritenuto di spingerci nella via della Seta così tanto avanti rispetto ad altri Paesi che hanno rapporti più consolidati con la Cina e perché c'è un' antica tradizione che vogliamo rinverdire».

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