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Tripoli avverte le imprese europee: appoggiare Haftar ha un costo economico

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Servizio |ultimatum del governo a 40 aziende

Tripoli avverte le imprese europee: appoggiare Haftar ha un costo economico

Il governo di Fayez al-Serraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha dato tre mesi di tempo a 40 imprese straniere per rinnovare le proprie licenze, attualmente scadute. Se non lo faranno, le loro operazioni in Libia verranno sospese. Tra i “destinatari” dell’ultimatum le francesi Total e Thales, e la tedesca Siemens.

Il primo ministro al-Serraj, impegnato in un viaggio in Europa per sollecitare il sostegno verso Tripoli, ha bisogno di aiuto per contrastare l’offensiva militare dell’Esercito nazionale libico lanciata dalla Cirenaica, ormai da un mese, dal generale Khalifa Haftar. La richiesta inoltrata alle compagnie straniere è contenuta in un decreto del ministero dell’Economia e dell’Industria. In precedenza ieri un funzionario aveva annunciato che le attività delle aziende interessate erano già state sospese.

Mentre Roma è schierata con Serraj, con Eni impegnata soprattutto nella Libia occidentale, il provvedimento si rivolge a Paesi, in prima linea la Francia, che da sempre sono più vicini a Tobruk che a Tripoli: appoggiando Haftar per tenere testa alle milizie nel caos seguito alla caduta di Muammar Gheddafi, nel 2011. Gli altri grandi alleati del generale Haftar sono l’Egitto e gli Emirati Arabi, oltre alla Russia. Dopo la tappa di Roma, nei giorni scorsi al-Serraj è stato a Berlino, a Parigi e a Londra. Ovunque ha ottenuto solidarietà per la grave situazione in cui si trova la Libia, sul fronte umanitario e della sicurezza, e l’invito a perseguire una soluzione diplomatica nel confronto con Haftar.

Sia la premier britannica, Theresa May, che il presidente francese Emmanuel Macron hanno auspicato un cessate il fuoco: a condizione, ha sottolineato Macron, di monitorare tutti i gruppi armati, inclusi quelli che aiutano Serraj a difendere la capitale. «Ufficialmente - ha spiegato all’agenzia Reuters
Jalel Harchaoui, research fellow al the Clingendael Institute dell’Aja - le 40 licenze erano in scadenza. In realtà, il decreto è motivato dal desiderio di mostrare ai Paesi europei che la loro condiscendenza verso le fazioni della Libia orientale ha conseguenze immediate sui loro interessi economici».

Total è la sola compagnia della lista ad avere estese attività in Libia sul fronte del gas e del petrolio. Nell’elenco ci sono anche Alcatel-Lucent (telecomunicazioni), un tempo francese e oggi di proprietà della finlandese Nokia. Come ricorda la Reuters, lo scorso mese il ministero degli Interni basato a Tripoli ha sospeso la cooperazione con Parigi sul fronte della sicurezza, accusando la Francia di appoggiare Haftar.


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