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Glifosato, stangata da 2 miliardi su Bayer negli Usa. Titolo a picco

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Glifosato, stangata da 2 miliardi su Bayer negli Usa. Titolo a picco

Bayer subisce la terza sconfitta consecutiva in un tribunale americano nella raffica di cause contro il diserbante Roundup, accusato di essere cancerogeno. Immediata la reazione di Borsa, con un pesante tonfo del titolo a Francoforte, dove affonda del 6% in apertura.

Si tratta d'una sconfitta pesante: una giuria della California ha ordinato alla societa' farmaceutica e di life sciences tedesca di pagare risarcimenti e danni per 2,05 miliardi di dollari a una coppia che aveva usato il controverso erbicida a base di glifosato per oltre trent'anni e che si e' ammalata di tumore, una causalità che l'azienda nega.

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La corte potrebbe ridurre d'autorità la pena, perché tradizionalmente l'ammontare dei danni non supera di oltre dieci volte quello riconosciuto come risarcimento. Ma il segnale inviato dalla nuova condanna è indubbio: la cifra scelta dai giurati è l'ottava di sempre nella classifica dell'esito di denunce simili contro prodotti ritenuti pericolosi. E i rischi per la casa farmaceutica aumentano caso dopo caso, con potenzialmente davanti altri 13.400 ricorsi legali in attesa di arrivare in aula da una costa all'altra degli Stat Uniti.

Bayer si e' trovata esposta alla battaglia sul Roundup con l'acquisizione da 63 miliardi di dollari del colosso agrochimico e biotech statunitense Monsanto avvenuta lo scorso giugno. Due precedenti casi in California sono terminati a loro volta con verdetti di responsabilita' per danni rispettivamente da 78,5 milioni di dollari - lo scorso agosto, ridotto da un'iniziale condanna a pagare 289 milioni - e da 80 milioni in marzo. Il gruppo ha presentato appello in tutte le vicende, ma in Borsa la crescente preoccupazione degli investitori si è fatta sentire, spingendo il titolo in ribasso di quasi il 40% dal momento del mercger e bruciando oltre 30 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Ulteriori pressioni sulle quotazioni sono adesso possibili.

La societa' deve anche fare i conti con una rivolta interna degli azionisti, furiosi per le ripercussioni della fusione con Monsanto. A fine aprile durante un'assemblea annuale durata ben dodici ore sono fioccate critiche aperte ai vertici, con il 55% dei soci che ha rifiutato di approvare le azioni del management negli ultimi dodici mesi. Gli appelli a patteggiare per risolvere la rete di migliaia di ricorsi legali per danni si sono moltiplicati.

Il prossimo caso a finire in un'aula di tribunale appare gia' certo: comincera' in agosto e sara' il primo fuori dalla California. Avra' luogo a St. Louis in Missouri, ex quartier generale di Monsanto e ora sede dell'attivita' nelle sementi di Bayern. L'appello del primo caso perso da Bayer, portato da giardiniere Dewayne Johnson, dovrebbe inoltre cominciare entro fine anno.

Nell'ultimo processo appena concluso a Oakland, i legali della coppia che ha sporto denuncia, Alva e Alberta Pilliod, avevano chiesto 55 milioni di dollari di risarcimenti (18 per Ava e 37 per Alberta) e un miliardo di dollari di ulteriori danni. La giuria, alla fine, si e' spinta anche oltre: ha punito la società con una sanzione complessiva da 2,055 miliardi. Ha trovato che il Roundup e' stato un “fattore significativo” nella malattia dei coniugi, un linfoma non-Hodgkin diagnosticato tra il 2011 e il 2015. E che il prodotto è “difettoso” e la societa' non ha adeguatamente avvertito i consumatori dei rischi, agendo in modo negligente. I coniugi Pilliod, entrambi ultra-settantenni, avevano usato il Roundup per 35 anni nella loro proprieta' nei pressi di San Francisco.

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Bayer ha definito la decisione della giuria eccessiva e ingiustificata, come gia' fatto in passato al cospetto di simili verdetti. La società continua a difendere a spada tratta la sicurezza del Roundup, citando studi accademici e l'approvazione ricevuta da diverse autorita' di regolamentazione internazionali tra le quali l'americana Epa. L'accusa fa però a sua volta leva su ricerche e sul parere dato soprattutto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel 2015 ha classificato il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per gli esseri umani. Nonostante le polemiche, il glifosato rimane molto diffuso e popolare, alzando la posta in gioco: solo gli agricoltori americani ne applicano 150.000 tonnellate l'anno sui terreni coltivati. Il glifosato, sviluppato da Monsanto a partire dagli anni Settanta, genera oggi un giro d'affari globale da cinque miliardi di dollari l'anno, pari a un quinto dell'intero mercato dei diserbanti, aumentato enormemente dopo che negli anni Novanta la stessa Monsanto ha lanciato sementi geneticamente modificate, dal mais al cotone, in grado di tollerare il suo utilizzo.

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