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Armi, la Svizzera vota sì alle restrizioni e recepisce la direttiva Ue

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Armi, la Svizzera vota sì alle restrizioni e recepisce la direttiva Ue

Passano in Svizzera le restrizioni sulle armi, viene evitata la rotta di collisione con l’Unione europea. Nella votazione popolare di oggi si è registrata una maggioranza superiore alle previsioni sul recepimento nel diritto svizzero della modifica alla direttiva Ue sulle armi. A scrutinio quasi concluso, i sì sono pari a circa il 64%. Alcuni sondaggi prima del voto avevano indicato un sì nazionale non così forte, attorno al 55%. Il sì è invece stato largo e l’unico Cantone ad aver respinto l’adeguamento alla direttiva Ue è il Ticino, con il 54,5% di no.

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La Confederazione elvetica non rischierà dunque di perdere il suo statuto di partecipante agli accordi Schengen-Dublino sulla sicurezza a causa della questione delle armi. Il Governo svizzero e la maggioranza del Parlamento si sono schierati per il sì, mentre lo schieramento nazionalista e anti Ue, raccolto in questo caso attorno alla Comunità d’interesse tiro Svizzera, si è schierato per il no.

Autorizzazioni speciali per le armi semiautomatiche
Nella sostanza, l’adeguamento delle norme svizzere significa soprattutto che ci saranno autorizzazioni eccezionali per le armi semiautomatiche; queste non saranno bandite ma saranno sottoposte a controlli più stretti. Più in generale, la polizia potrà stabilire più facilmente la provenienza di un’arma. In Svizzera c’è tra l’altro una lunga tradizione di esercito di leva e di possibilità di tenere le armi a casa; nella Confederazione esistono inoltre molte associazioni di tiratori sportivi e cacciatori. C’erano già norme precise su ognuno di questi versanti, ma ora il quadro si fa più restrittivo, in accordo con l’orientamento Ue.

Passa anche la riforma fiscale
Gli elettori elvetici hanno votato anche su una nuova legge che riguarda al tempo stesso una riforma fiscale e il finanziamento del sistema pensionistico pubblico. Anche in questo caso è passato il sì proposto da Governo e Parlamento. Le proiezioni indicano una maggioranza di circa il 66% per il sì, di poco superiore alle previsioni. In pratica, la legge toglie i privilegi fiscali accordati a imprese che operano prevalentemente a livello internazionale. Queste imprese saranno tassate come le altre, come avevano richiesto Ocse e Ue. Nel contempo nella Confederazione saranno incentivati fiscalmente gli investimenti in ricerca e sviluppo e i singoli Cantoni avranno la facoltà di abbassare per la loro parte la pressione fiscale. L’Avs (pensioni pubbliche) riceverà inoltre ulteriori 2 miliardi di franchi l’anno. In passato c’erano state votazioni popolari separate sui due temi – fisco per le imprese e pensioni – e il Governo non era riuscito ad avere la maggioranza. I rispettivi progetti questa volta sono stati rielaborati e presentati insieme, e c’è stato il consenso nelle urne.

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