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Mondragone, Genova, Bologna e Ossola: ecco dove scoppiano i focolai italiani

Lì si gioca la partita più difficile dell’epidemia nella fase attuale. «La battaglia non è ancora vinta e serve gradualità e prudenza nelle prossime settimane», ribadisce il ministro Speranza

di Nicola Barone

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Lì si gioca la partita più difficile dell’epidemia nella fase attuale. «La battaglia non è ancora vinta e serve gradualità e prudenza nelle prossime settimane», ribadisce il ministro Speranza


3' di lettura

Dall’Emilia Romagna alla Campania, dalla Calabria alla Liguria. Si temevano e sono spuntati fuori i nuovi focolai in Italia. È lì che si gioca la partita più difficile dell’epidemia nella fase attuale. Ancora una volta il ministro Roberto Speranza torna a ribadire che «la battaglia non è ancora vinta e serve gradualità e prudenza nelle prossime settimane». In un quadro generale che, secondo il primo report elaborato dal ministero della Salute, indica l’aumento dei casi rispetto agli ultimi giorni (296 in totale) a fronte di una crescita dei tamponi (oltre 56 mila).

Mondragone, tensioni nei palazzi ex Cirio

Allo stato quella che più suscita clamore è la situazione Mondragone, nel Casertano. Ancora tensione durante la notte nell’area dei palazzi ex Cirio, che da lunedì è zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da coronavirus, diffusi in particolare nella comunità bulgara che abita lì. Decine di residenti locali ieri si sono ammassati a un varco d’accesso e sono volate sedie e pietre dall’una e dall’altra parte, con le forze dell’ordine a dividere le parti. Attaccato dalle opposizioni di centrodestra, Il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha annunciato controlli rigorosi anche con l’impiego dell’esercito e screening della popolazione. Al momento rimane l’obbligo di quarantena per tutti quanti vivono nei cinque stabili ex Cirio.

Il magazzino Brt di Bologna

Preoccupante, e con qualche sostanziale dubbio, il focolaio di coronavirus creatosi nel magazzino della Bartolini Corriere Espresso di Bologna, azienda che si occupa di spedizioni merci di Bologna. Nel distaccamento, situato in una zona artigianale alla periferia della città, tra operai e loro familiari o conoscenti, dopo i tamponi eseguiti dall’Ausl con la collaborazione dell’azienda, sono stati scoperti 64 positivi al Covid-19, due i ricoveri in ospedale e 192 persone a casa in osservazione. Programmata una attività di screening per 370 lavoratori e conoscenti, Bartolini Corriere Espresso ha assicurato di stare gestendo la situazione «con estrema attenzione». Da parte dell’azienda Usl c’è stata la volontà di capire come possa essersi sviluppato il focolaio. Dal dipartimento di Sanità pubblica dell’azienda sanitaria è stato descritto un quadro nel quale le regole per contenere i contagi da Covid-19 «non venivano rispettate in modo sistematico», dalla mancata distanza di sicurezza di un metro all’uso saltuario della mascherina.

Mini zona rossa a Palmi

A Palmi, in provincia di Reggio Calabria, una mini “zona rossa” è in vigore da alcuni giorni fino alle 14 di venerdì 26 giugno in tre quartieri costieri (Pietrenere, Tonnara e Scinà). La decisione della governatrice della Calabria Jole Santelli, dopo che è stato individuato un focolaio con 8 persone positive al Covid-19 derivante da 2 positivi rientrati in Calabria da altre Regioni. L’ordinanza prevede «il divieto di allontanamento, riducendo drasticamente ogni possibilità di vicinanza fisica e limitando al massimo ogni spostamento» ed il «divieto di accesso, fatta salva la possibilità per gli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza e nelle attività riguardanti l’emergenza e delle forze dell’ordine». Consentiti gli spostamenti ritenuti necessari mentre sono sospese le attività commerciali e produttive, tranne quelle “essenziali”.

Rsa in Liguria e Val d’Ossola

C’è poi un nuovo focolaio di coronavirus in Liguria, in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) genovese sono 12 i positivi. I cluster si aggiungono a quello nuovo segnalato in Val d’Ossola con due casi, 13 contagiati mentre si attendono i risultati di altri tamponi. Si tratta in tutti i casi di frontalieri: otto sono impiegati in uno stabilimento nel canton Vallese, l’altro gruppo riguarda una casa di riposo del canton Ticino.

Indagini sul San Raffaele Pisana a Roma

Non si registrano nuovi casi dai focolai del San Raffaele Pisana che ha interessato oltre cento persone, un contesto sul quale stanno indagando anche i Nas e la procura di Roma che nei giorni scorsi hanno fatto sequestrare cartelle cliniche dei pazienti, tutta la documentazione relativa ai turni di lavoro di medici e operatori sanitari ed effettuato verifiche sui protocolli di sicurezza in tema di coronavirus.

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