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Gil Roman omaggia Béjart e Aterballetto porta in scena «Never odd nor even»

Monica Casadei trasforma in passi le terzine dantesche della prima cantica

di Roberto Giambrone

«t 'M et variations». Lo spettacolo di Gil Roman, dedicato a Maurice Béjart

3' di lettura

In sintonia col tema di quest’anno, Tra la carne e il cielo, la sezione danza del Ravenna Festival spazia tra Inferno e Paradiso, con un omaggio a Pasolini nel centenario della nascita. Interpreti dell’Inferno saranno i danzatori della Compagnia Artemis di Monica Casadei, la quale ha scelto alcune terzine della prima cantica di Dante per guidarci in un viaggio nella Terra del fuoco, un paesaggio aspro e selvaggio. In prima assoluta il 14 giugno al Teatro Alighieri di Ravenna, il nuovo spettacolo della coreografa ferrarese si propone come un’opera allegorica, che in nove quadri, trasformati a vista con l’apporto creativo di diversi artisti italiani, traccia un percorso di rigenerazione tra sacro e profano, dal bestiale al divino, intrecciando le musiche originali di Luca Vianini con il pathos di Astor Piazzolla e la compostezza solenne del Requiem di Verdi.

In contrapposizione alle visioni infernali di Artemis Danza, dal 17 giugno al 2 luglio, le Artificerie Almagià ospiteranno il Paradiso del Gruppo Nanou, un progetto multimediale che vede la partecipazione dell’artista visivo Alfredo Pirri, del musicista Bruno Dorella e dei coreografi Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci. L’intento è quello di creare un luogo metafisico abitato da figure evanescenti, proiezioni dei personaggi danteschi, una specie di “campo lungo cinematografico” che per gli artisti di Nanou è anche il campo elettivo di ricerca di un teatro che includa tutte le discipline artistiche, per riscrivere “il patto tra performance, luogo e spettatore”.

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In ambito sperimentale si muove anche il coreografo Fernando Melo, che l’8 e il 9 luglio proporrà alla Biblioteca Classense Never odd nor even, una esperienza immersiva coprodotta dal Festival con la Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto nell’ambito del progetto Virtual dance for real people. Il pubblico potrà seguire la performance dei danzatori Philippe Kratz e Grace Lyell sia in presenza, presso la Sala del Mosaico, sia in una dimensione smaterializzata attraverso visori VR, esplorando in tal modo altri spazi della biblioteca.

Il ricco programma di danza, che sarà inaugurato il 12 giugno a Palazzo De André con il gala Les Italiens de l’Opéra de Paris – nel quale Alessio Carbone riunisce dieci stelle italiane affermatesi nel prestigioso teatro parigino per un repertorio classico e contemporaneo – prevede anche la partecipazione del Béjart Ballet Lausanne con un omaggio a Pasolini. Il rapporto tra lo scrittore e Maurice Béjart risale ai primi anni ’60, quando Pasolini scrisse per il coreografo un libretto intitolato Vivo e Coscienza. Lo spettacolo non si fece (sarebbe stato realizzato molti anni dopo da Luca Veggetti), ma le affinità elettive tra i due artisti non si interruppero, tanto da indurre Béjart ad ispirarsi alla biografia e ad alcuni testi di Pasolini per il suo Episodes.

A Ravenna, il 15 luglio, la compagnia fondata da Béjart e oggi diretta da Gil Roman proporrà t ’M et variations, creato da Roman nel 2016 a dieci anni dalla scomparsa del coreografo marsigliese, un elegante diario di danze e di musiche (tra cui Nick Cave e Citypercussion) che restituisce l’eleganza, i colori e il ritmo modernista del grande coreografo. A seguire, Béjart fête Maurice, dedicato a Micha van Hoecke – scomparso lo scorso agosto – che di Béjart fu ballerino storico e braccio destro alla guida del Mudra, riproporrà alcune pagine dell’opera bejartiana, tra cui proprio quelle ispirate ai testi di Pasolini.

A Micha sarà dedicata anche la serata del 20 luglio, Canto per un poeta innamorato, curata da Miki Matsuse, moglie e compagna d’arte del coreografo, alla quale parteciperanno Luciana Savignano e Manuel Paruccini. Frammenti da sue creazioni famose, come La dernière danse e Le voyage, si mescoleranno ad azioni performative in sintonia con il suo stile eclettico ed intriso di profondo umanesimo.

La sera prima, Palazzo De André accoglierà la Hofesh Shechter II con Contemporary Dance 2.0, un manifesto della danza di Shechter, molto apprezzata per il suo appeal seducente ed elettrizzante.

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