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Monito Ocse all’Italia: alto rischio che stime crescita non siano centrate

di Giuliana Licini

Mauro Pisu, capo del desk Italia all’Ocse

3' di lettura

Le previsioni di crescita del Pil italiano formulate dal Governo sono messe in dubbio anche dall'Ocse, dove si sta lavorando in queste settimane all'Outlook Economico semestrale che verrà diffuso il 20 novembre. Gli esperti dell'Organizzazione concordano con altre istituzioni internazionali nel ritenere ottimistica la stima di un aumento del Pil dell'1,5% Pil nel 2019 grazie alle iniziative previste dalla manovra.

Anzi, c'è «un rischio elevato che le stime del governo non siano raggiunte», considerando sia l'impatto delle singole misure, sia il peso del peggioramento dello spread, indica Mauro Pisu, l'economista che guida il desk Italia all'Ocse.

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Moltiplicatore troppo alto
Nelle sue previsioni, il Governo presuppone che la manovra abbia un impatto positivo sulla crescita di circa 0,6 punti di Pil, sulla base di «un moltiplicatore dello 0,5, cioè per ogni euro speso si prevede un effetto positivo sulla crescita pari a mezzo euro nel primo anno, ma è un moltiplicatore più elevato di quello che la manovra può effettivamente generare», spiega l'economista in un colloquio con Radiocor. All'Ocse per le stime semestrali si sta lavorando piuttosto su un'ipotesi di moltiplicatore attorno allo 0,3, ma nulla è ancora definito.

Reddito di cittadinanza: effetto positivo solo se ben calibrato
Secondo Pisu, il reddito di cittadinanza potrebbe avere un moltiplicatore elevato, anche vicino a uno, ma solo se sarà «ben coordinato con i centri per l'impiego e ben tarato». Il trasferimento di 7 miliardi di euro si riverserà sui consumi e spingerà la crescita se a riceverlo saranno persone effettivamente povere, ma se per qualche motivo dovesse finire anche a famiglie che tali non sono, il reddito sarà risparmiato e avrà un impatto minore sul Pil. Per avere l'effetto voluto, «il reddito dovrà basarsi su controlli altamente sofisticati ed efficaci» affinché vada a quanti ne hanno veramente bisogno. Condizioni che – par di capire – non sono da dare per scontate.

Pensioni, effetto negativo sul Pil
Quanto alla revisione della legge Fornero (che l'Ocse aveva raccomandato di non toccare), l'effetto sulla crescita «sarà limitato nel breve periodo e negativo in seguito», perché causerà una diminuzione della popolazione lavorativa. Secondo l'Ocse, infatti, la contro-riforma delle pensioni non aumenterà l'occupazione giovanile come prevede il governo.

Poche misure per le imprese
Quanto alla parte fiscale, la flat tax per come è stata concepita si rivolge a un bacino troppo ridotto per avere un effetto positivo degno di nota sulla crescita. Nel contempo per finanziare le spese aggiuntive, «le tasse sul reddito di impresa non diminuiranno, ma saliranno di 0,1 punti percentuali del Pil». Questo perché saranno eliminate altre agevolazioni per le imprese, quali l'Iri e l'Ace. Ancora più pesante sarà l'impatto delle nuove misure di tassazione previste per le banche che avranno un peso pari al 2,3% del Pil.

Il deficit potrebbe essere più alto del 2,4 per cento
L'aumento degli investimenti promesso dal Governo è «benvenuto», ma come accade da anni il problema non sono tanto i soldi a disposizione, bensì «le procedure che non permettono di spenderli nei tempi utili». Il Governo ha inoltre detto di essere impegnato al mantenimento di un deficit/Pil del 2,4 per cento. Se la crescita dovesse rivelarsi minore delle previsioni, il deficit è destinato ad aumentare, a meno che non vengano prese misure correttive. Ma se saranno tagli alla spesa o aumenti delle tasse, l'effetto sul Pil sarà negativo. Se poi, l'aumento dello spread che è oltre i 300 punti in questo giorni, verrà incorporato dalle banche nei tassi dei prestiti concessi a famiglie e imprese, è prevedibile un impatto negativo sui consumi e sugli investimenti e quindi sulla crescita. Conclusione: le stime del Governo sono «ottimistiche».

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