aziende che crescono

Monnalisa apre un nuovo stabilimento e porta il kidswear made in Italy anche in Micronesia

di Silvia Pieraccini


default onloading pic

2' di lettura

«Questo nuovo stabilimento è una dimostrazione di fiducia verso l’Italia. Noi crediamo ancora nelle aziende e nel Paese». Piero Iacomoni, fondatore 51 anni fa di Monnalisa, uno dei (pochissimi) marchi italiani specializzati nell’abbigliamento junior di fascia alta, dal luglio scorso quotata in Borsa sul mercato Aim, a 75 anni ha ancora voglia di investire: nei giorni scorsi ha inaugurato ad Arezzo la nuova ala dell'azienda, settemila metri quadrati che si aggiungono ai cinquemila esistenti per aumentare la capacità logistica.

Strategico è il magazzino semi-automatico prodotto finito, che innova fortemente la gestione dei flussi: i capi cuciti nei laboratori esterni vengono tracciati dal momento dell'ingresso in azienda a quello dell’uscita, grazie a un software che pianifica il lavoro degli operatori (dotati di un bracciale-palmare) in modo da ottimizzare l’uso degli spazi e minimizzare gli spostamenti.
«Si tratta di un grande passo in avanti per la qualità dei processi logistici - spiega l’amministratore delegato Christian Simoni - perché adesso non “perdiamo” più neppure un capo e sappiamo esattamente dov’è la merce».

Il nuovo stabilimento Monnalisa

Il nuovo magazzino ha una capacità di 380mila capi (la precedente arrivava a 90mila) e comprende anche nuove linee di imballo che rendono il cartone riciclabile al 100%. L’attenzione all'ambiente caratterizza l'intero edificio, dotato di pannelli fotovoltaici, colonnine di ricarica per auto e di un impianto di cogenerazione alimentato a olio fritto e grassi animali (scarti di lavorazione) che produce energia elettrica e calore. Il risparmio annuo è stimato in 23 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

Monnalisa si rafforza in Cina con l’e-commerce

Nel complesso l’investimento è stato di otto milioni. Nello stabilimento lavorano 120 addetti sui 350 che Monnalisa impiega nel mondo. Il 2018 si è chiuso con 51,1 milioni di ricavi, per il 67% all'export, un ebitda del 10% e un patrimonio netto di 47 milioni di euro. Quest’anno l’azienda continuerà a crescere, spinta dall’espansione dei negozi diretti alimentata dalle risorse della quotazione (nel 2019 saranno investiti quasi 5 milioni di euro).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...