MODA

Monnalisa: dalla sostenibilità a Chiara Ferragni, l'alta moda junior sceglie il green

La sostenibilità è un plus, spiega Sara Tommasiello, il cfo dell'azienda italiana presente in oltre 60 Paesi. E parla dei progetti e della spinta sull'e-commerce

di Alessandra Capozzi

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3' di lettura

Monnalisa, una delle prime aziende italiane del settore dell'alta moda per bambini, presente in oltre 60 Paesi con un fatturato di 48 milioni di cui il 67% all'estero , si dedica alla sostenibilità da circa venti anni. La cfo, Sara Tommasiello parla a SustainEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School, dell'impegno in termini economici, ambientali e sociali con attenzione all'intera supply chain. Ma anche dell'impatto della pandemia e dell'effetto domino per una società presente in tutto il mondo e dei prossimi progetti, dalla collezione con l'influencer Chiara Ferragni alla spinta su digitalizzazione ed e-commerce.

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Quanto sono conciliabili la sostenibilità con il vostro settore e che cosa fa Monnalisa per la sostenibilità?

«E' un percorso che per noi è nato una ventina di anni fa in modo piuttosto naturale e molto graduale che è, poi, il modo per affrontare queste tematiche in modo che diventino un valore intrinseco dell'azienda. Questo macro-tema lo decliniamo con la stessa valenza in termini economici, sociali e ambientali. Questo periodo, con l'emergenza sanitaria ed economico-sociale e ambientale che si porta dietro, ha messo in evidenza la resilienza dei singoli e delle imprese a questi temi. Averli in azienda da tanto tempo è stato un plus, ci ha dato una chiave di lettura, già connaturata con la sostenibilità, per le scelte future. Noi la decliniamo in tutti i versanti. Il tema ambientale, che forse è il meno rilevante perché la nostra produzione è più labour-intensive, pesa comunque, perché abbiamo una presenza capillare in tutto il mondo e lavoriamo sui materiali e sul packaging. Ma vediamo soprattutto un tema di sostenibilità sociale: abbiamo una struttura in Italia ma anche produzione presso fornitori esteri e la cura e l'attenzione che prestiamo sulla supply chain, in tema di diritti e condizioni di lavoro, ora si fa ancora più rilevante. La sostenibilità che raccontiamo con i nostri bilanci integrati vuole essere la fine di un processo che nasce con un sistema di responsabilità e qualità certificati».

Una grande attenzione la ponete anche sui giovani.

«E' per noi un tema cruciale, abbiamo sempre lasciato aperte le porte della nostra azienda sia dando possibilità di tirocini sia offrendoci come case study per percorsi di studio. Abbiamo adottato anche una policy che coniuga giovani e aspetto sociale: garantiamo a tutti i nostri collaboratori la possibilità di far fare ai propri figli uno stage in azienda in qualsiasi ambito. Un'opportunità sul campo per i giovani».

Parlava prima della pandemia e dell'accelerazione verso la sostenibilità. Per quanto riguarda la vostra società la pandemia che cambiamenti ha comportato?

«La pandemia a livello di gruppo è stata un evento eccezionale perché avendo una serie di controllate in tutto il mondo è stato una sorta di effetto domino: a partire dall'Asia e poi in Europa e nel resto del mondo, abbiamo chiuso i punti vendita, poi li abbiamo riaperti a singhiozzo. Lo stesso evento abbiamo dovuto confrontarlo con modi diversi di affrontarlo da parte di persone e dei governi, con misure diverse in ogni parte del mondo. Abbiamo cercato soluzioni concrete per garantire il lavoro delle persone ma anche la sostenibilità economica dell'azienda e prima di tutto, mettere in sicurezza tutti. Abbiamo, poi, spinto fortemente sullo smart working che era un sogno nel cassetto e, a fine 2020 abbiamo firmato un accordo, in sede sindacale per lo smart working non emergenziale ma strutturale che offriremo a tutti i dipendenti la cui mansione si potrà coniugare con questa modalità».

SustainEconomy.24 - La moda veste la sostenibilità

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E' iniziato un nuovo anno. Quali sono i progetti della società?

«Un progetto si è già concretizzato ed ora si sta declinando in realtà, mi riferisco all'accordo con Chiara Ferragni per una licenza di prodotto; abbiamo presentato la nuova collezione invernale che contiene già la collezione che andrà nei negozi da maggio, quindi metà anno è già interessato da questa realtà. Poi continueremo fortemente a spingere sulla digitalizzazione aziendale; abbiamo avuto risultati molto positivi in tema di e-commerce e continueremo sulla multicanalità, sul rendere visibili i magazzini ad alcuni retail, sull'e-commerce diretto e indiretto, per moltiplicare la catena di acquisto e avere negozi virtuali ovunque nel mondo. Continuiamo con la digitalizzazione anche in ambito di presentazione delle collezioni, non potendo essere in presenza, e abbiamo realizzato un sistema di virtual show-rooming che ha avuto un importante riscontro. Oltre alla ricerca di prodotti in ottica sostenibile. E stiamo lavorando anche sull'informativa finanziaria non solo con il bilancio integrato ma anche andare verso una sorta di Dnf, seguendo il percorso che stanno delineando Borsa Italiana e anche Consob e anche a livello europeo per estendere strumenti di sostenibilità finanziaria alle pmi. I cantieri aperti sono tanti».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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