Cerimonia

Monografie d’impresa, due aziende venete sul podio dei vincitori

La premiazione è fissata per il prossimo 3 luglio a Verona. I riconoscimenti di Omi a Dolci Colori di Verona e alla veneziana Mavive

di Valeria Zanetti

Il volume che ha vinto per il miglior graphic design quello della Casa Vinicola Bennati di Verona

3' di lettura

Il verdetto è arrivato a marzo, ma la premiazione è fissata per il 3 luglio, nell’Aula Magna del Silos di Ponente al Polo di Santa Marta dell’Università di Verona. La cerimonia consegnerà i riconoscimenti dell’Osservatorio monografie d’impresa (Omi), fondato dal presidente Mario Magagnino, docente di Comunicazione d’impresa all’ateneo scaligero. Il contest, biennale, è arrivato alla V edizione e come ha più volte sottolineato Magnino «rappresenta un unicum in Italia perché studia le pubblicazioni con le quali le imprese parlano del loro passato, evidenziano i loro valori e indicano il loro percorso futuro».

Anche in un anno difficile come il 2020 (l’edizione è stata prolungata di un semestre causa Covid, ndr) ha catalizzato l’attenzione di 64 partecipanti, 27 triveneti, tra aziende, autori ed editori.

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Il celeberrimo cavallo bianco di Vidal. La monografia porta il titolo di Vidal 120 e racconta la storia dell'azienda Mavive

Il primo premio sarà consegnato a Maurizio Corraini srl di Mantova, autore del volume Cento anni di Fila, che racconta la storia della Fabbrica italiana lapis ed affini di Firenze. Secondo e terzo posto sono stati attribuiti dalle due giurie, una di studenti universitari, l’altra di docenti, imprenditori, professionisti e comunicatori, a Dolci Colori di Verona, per l’opera Conosci la fabbrica dove fioriscono i colori? e a Mavive di Venezia produttrice di profumi, con Vidal 120. Sono state assegnate anche sei menzioni. «Per il miglior approccio creativo» alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, con Scienza e fede al servizio dell’uomo; «Per il miglior graphic design» alla Casa Vinicola Bennati di Verona, per 1920 2020 - 100° anniversario; «Per l’attenzione ad ambiente, comunità, territorio» a Grafiche Antiga di Crocetta del Montello (Treviso), che ha presentato 100 sguardi sul Veneto, commissionato dall’assessorato alla Cultura della Regione. La menzione Montegrappa spa, in collaborazione con il produttore vicentino delle omonime stilografiche, «Per l’heritage aziendale» è andata a distilleria Silvio Meletti di Ascoli Piceno, per Meletti. L’aristocrazia dei liquori italiani. Infine «Per la miglior biografia d’impresa» e «Per la valorizzazione del fattore umano», hanno ottenuto la menzione Cristina Ortolani con il volume Gamba 1918-2018. Un filo lungo un secolo, dedicata all’azienda tessile di Pesaro e Raffmetal di Brescia, raffineria di leghe di alluminio da riciclo, in concorso con We Love 40. Hanno partecipato, qualificandosi spesso tra le finaliste, anche tante grandi imprese italiane come Bauli di Castel D’Azzano, nel Veronese, con Doria: la ricchezza di un nome e Motta è Motta è Motta, due pubblicazioni per celebrare i marchi della galassia del Gruppo dolciario scaligero. E ancora, la Federazione italiana tabaccai di Roma con Venditori di fumo. I Tabaccai: oltre tre secoli di famiglie imprenditrici; Giacinto Callipo di Vibo Valentia, con la storia dell’industria conserviera di pesce rievocata in Callipo dal 1913; Pirelli & C di Milano con quattro titoli, tutti in finale, Monini di Spoleto, in provincia di Perugia, con Il Secolo Monini; Rinascente di Milano con lR 100 Rinascente Stories of Innovation. Le imprese venete hanno messo in luce le loro storie. Tra i finalisti, Giorgio Fedon & figli di Belluno, con 100 Years Young 1919-2019; Estel Group di Vicenza, con Italian Smart Office – La storia di Estel, in cui si raccontano gli 80 anni dell’impresa di arredo per casa ed ufficio, che trae il suo nome dall’acronimo di “estensibile stella”, anta a soffietto scorrevole, brevettata negli anni 50’, grazie alla quale è arrivato il successo sul mercato domestico e da fine anni ’70 all’estero; Ligabue di Venezia, con 1919-2019 La grande impresa. Numerose le partecipanti veronesi tra cui Società cooperativa fra imprenditori e capimastri, la più antica coop scaligera, costituita da 60 soci fondatori (ora sono 160, ndr), la cui storia è raccontata in 1920 – 2020. Cento anni di arte del costruire.

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