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Monopattini, ebike, scooter e moto: da Torino la sfida della mobilità elettrica

di Gianni Rusconi


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3' di lettura

Dal monopattino pieghevole e personalizzabile N1 alla motocicletta elettrica sportiva Urban Motard N4, presentata nella sua versione concept in occasione dell'Eicma edizione 2018 e prossima ad arrivare sul mercato (con le prime 50 unità) nel secondo trimestre del 2020. Nel mezzo un catalogo che abbraccia una bicicletta convertibile in monopattino (serie N2), un ciclomotore leggero pieghevole (N3) e gli scooter elettrici
Nes omologati per due persone, in versione motociclo (la serie 10 con velocità massima di 90 km/h e un'autonomia di 80 km) e ciclomotore (la serie 5, che arriva fino a 45 km/h coprendo fino a 100 km con una sola carica).

E poi il mezzo che sarà presentato a novembre e in commercio entro la fine della primavera prossima, un veicolo “cargo & share” (rigorosamente a due ruote) pensato per soddisfare le attese degli operatori delle consegne a domicilio, food naturalmente compreso.

La mobilità secondo Nito (acronimo che sta per Nuova Industria Torinese), startup nata nel 2015 rilevando lo storico marchio dell'automotive di inizio ‘900, si specchia nella visione del fondatore e Ceo – César Mendoza, venezuelano, per 12 anni direttore dell'Istituto Europeo di Design di Torino – e si può descrivere in tre modi: elettrica, performante e bella da vedere. La strategia è esplicita e allo stesso tempo ambiziosa: risolvere il problema del traffico e della viabilità urbana, ovviare ai limiti dei mezzi tradizionali a combustione, soddisfare in toto le esigenze dei cittadini e raggiungere questo triplice obiettivo con un “prodotto” che possa essere considerato un'icona, ricercato nei dettagli e più potente rispetto ai veicoli a due ruote della concorrenza.

Se il monopattino di Nito, in tal senso, è il complemento perfetto di chi si sposta in auto in città e ha bisogno di coprire l'ultimo miglio, lo scooter è considerato il mezzo potenzialmente più popolare e con le maggiori possibilità di impattare positivamente sull'ambiente in fatto di emissioni e rumorosità. Ed è in questo comparto che la casa torinese gioca il jolly.

Numeri elettrici

La sfida che Nito vuole vincere, in altre parole, è quella di conquistare un posto al sole in un mercato popolato da grandi marchi e grandi specialisti (da Piaggio al gigante cinese Super Soco fino all'italianissima Askoll), puntando decisamente sul fattore elettrico: «È un must – dice convinto Mendoza -, non è più in discussione anche se la quota di domanda che andrà a coprire non supererà probabilmente il 20% di tutto il parco circolante fra tre anni». Nito parte da una struttura commerciale che annovera oggi in Italia 23 dealer multimarca (specializzati nell'elettrico) e altri sette importatori fra Europa e Stati Uniti, con un target di vendita di 800 scooter nel 2019 (con i due modelli consumer Nes) e di 4mila (con l'aggiunta dell'Urban Motard N4 e del veicolo per le consegne) nel 2020.

Numeri importanti, se consideriamo che in Italia oggi si vendono circa 10mila mezzi a due ruote elettrici mentre si arriva a circa 100mila in Europa. E numeri che potrebbero aumentare entro i prossimi diciotto mesi con lo sbarco in Cina, dove la domanda si assesta a 20 milioni di unità l'anno e dove Nito assemblerà i modelli destinati al mercato locale.

«Non abbiamo il prodotto più costoso ma neppure quello più economico - aggiunge ancora Mendoza – ma pochi altri marchi possono abbinare il design e le prestazioni che riusciamo ad offrire noi». Allo sviluppo dei vari mezzi concorrono diversi fornitori artigianali italiani (il 32% dei componenti a distinta base proviene dalla Penisola, il restante 68% dalla Cina) e interamente italiano è il processo di ingegnerizzazione.

Risorse per la crescita

Se fino a oggi l'azienda ha lavorato con capitali propri (di Mendoza e di altri tre soci italiani), la campagna di equity crowdfunding lanciata di recente sulla piattaforma Mamacrowd, con un obiettivo minimo di 500mila euro e un massimo di 1,2 milioni, è considerata necessaria per fare un nuovo passo in avanti in fatto di capacità produttive, struttura del team e uno stock di veicoli superiore.

«Siamo al punto di svolta e abbiamo bisogno di nuove risorse per continuare a crescere, sviluppare i nuovi scooter e implementare gli impianti per produrre l'Urban Motard N4», conferma il Ceo, che ha rimarcato la scelta di Mamacrowd anche per la volontà di conservare “l'italianità di Nito”. La campagna in questione, inoltre, nasce con un risvolto curioso: grazie a un sistema di reward immediato, chi investe può diventare cliente acquistando i prodotti a catalogo a un prezzo speciale, anche con il minimo della quota, sommando lo sconto alla detrazione fiscale prevista dallo Stato italiano per chi investe nelle startup iscritte nel registro delle imprese innovative.

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