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Monta la protesta contro parco eolico nel nuorese: «A rischio la ricerca sulle onde gravitazionali»

Sindaci, parlamentari e consiglieri regionali pronti a fare le barricate per evitare che nelle campagne di Bitti arrivino le pale eoliche autorizzate dal governo Draghi

di Davide Madeddu

3' di lettura

La guerra all’eolico in nome delle onde gravitazionali. Succede nel nuorese con i sindaci, parlamentari e rappresentanti del Consiglio regionale, pronti a fare le barricate per evitare che nelle campagne di Bitti e del circondario arrivino le pale eoliche perché il rumore delle turbine potrebbe compromettere la ricerca scientifica a 200 metri di profondità.

La storia

Per conoscere meglio la vicenda è necessario fare un passo indietro sino all'inizio della prima parte della storia. Ossia, quando si presenta l'occasione per dare una nuova vita alle gallerie della miniera ormai dismessa di Sos Enattos a Lula. Pozzi e discenderie che si spingono sino a 200 metri di profondità, in un'area silenziosa e antisismica, e spazi considerati dall'istituto di fisica nucleare il luogo ideale per lo studio delle onde gravitazionali. In questo contesto nasce Einstein telescope, candidato per l’Italia a ospitare il Centro europeo di misurazione delle onde gravitazionali e sostenuto da 41 enti di ricerca e università, coordinati dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

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Un’occasione da sei miliardi

Un’occasione da sei miliardi di euro spalmati in nove anni. Questo l'impatto economico generato dalla realizzazione dell'osservatorio per lo studio delle onde gravitazionali a duecento metri di profondità, nelle gallerie scavate, a iniziare dal 1868 dalla società Paganelli, per estrarre galena, blenda (da cui si ricava piombo e zinco) e argento, ma chiuse da decenni. A sostenere il progetto anche la Regione, che l’ha inserito nel piano degli investimenti presentati nell'ambito del Recovery fund con un programma di spesa di 300 milioni di euro.

Il progetto Einstein telescope

Il progetto prevede la costruzione di un “gigantesco interferometro sotterraneo triangolare per la ricerca delle onde gravitazionali”. L'osservatorio utilizzando l'infrastruttura dei pozzi e gallerie, dovrebbe essere collocato a circa 200 metri di profondità, con un perimetro di circa 30 chilometri composto da bracci lunghi 10 chilometri.

Il parco eolico

Da qualche tempo però il progetto che suona come una sfida internazionale deve fare i conti con alcune iniziative. Nello specifico con il progetto per la realizzazione di un parco eolico che ha avuto il via libera dal Governo Draghi con il Dpcm del 12 ottobre. Proprio qui sorgono le perplessità perché, a sentire gli esperti, il parco eolico potrebbe creare problemi al progetto dell'Einstein telescope che, per poter operare, ha necessità di assoluto silenzio e dell'assenza di vibrazioni.

Sindaci in piazza

A sostegno del progetto per la realizzazione dell'Einstein telescope è sorto un movimento trasversale che mette assieme consigli comunali, esponenti della maggioranza e dell'opposizione della Regione e tutti i parlamenti sardi.

Venerdì un’assemblea partecipata in cui è stato votato all’unanimità il documento letto dal sindaco di Lula Mario Calia per chiedere al Governo l’annullamento dell’autorizzazione. Per il sindaco di Lula la «costruzione di un parco eolico comprometterebbe la realizzazione dell’ET- un progetto di ricerca e di sviluppo che porterà migliaia di posti di lavoro qualificati».

Subito un incontro a Palazzo Chigi

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Nuoro Andrea Soddu che ha annunciato l'avvio di una vera e propria battaglia sollecitando un incontro con il Governo. «Ci opporremo in tutte le sedi opportune affinché il Governo cancelli questa autorizzazione - ha commentato nel corso dell'assemblea dei sindaci -. Non siamo contrari all’energia alternativa, però vorremmo decidere il luogo dove vanno realizzati e i benefici diretti che devono ricadere sulle nostre bollette. La natura ci ha dato il vantaggio competitivo della bassa attività antropica e sismica, non possiamo bruciare un futuro di ricerca e di sviluppo per noi e per i nostri figli».

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