LAVORI IN CORSO

Montagna laboratorio di innovazione, ricerca e sostenibilità

L’Alto Adige sperimenta droni per la salvaguardia ambientale, il Trentino si misura come Silicon Mountain. Record di start up innovative in Friuli Venezia Giulia: 12 ogni mille società (media italiana 8)

di Barbara Ganz


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L’ingresso Luxottica di Agordo, in provincia di Belluno

4' di lettura

Il centro innovazione nato da una impresa bolognese, che ha trovato casa all’interno del Parco scientifico altoatesino; una startup di origini piemontesi, spinoff del Politecnico di Torino; una società specializzata nel settore delle valutazioni ambientali e dell’ingegneria naturalistica; infine, il gruppo di ricerca del Laboratorio di Innovazioni agroforestali della Libera università di Bolzano.

Tutti insieme in un progetto che mette insieme nuove tecnologie, sostenibilità e attenzione al territorio, e proprio per questo è un caso simbolo dell’incontro fra sensibilità e obiettivi diversi. Si chiama Wequal e unisce Maccaferri (con la Srl che ne è nata), MAVtech, Naturstudio e gli esperti dell’ateneo che con un approccio multidisciplinare hanno messo a punto un sistema informativo, accessibile via web, a supporto della progettazione sostenibile di interventi di sistemazione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Nuove tecnologie, droni e sistemi informatici hanno permesso di mappare il territorio – partendo proprio da quello altoatesino, con le sue specificità e fragilità – e di fare proiezioni per il futuro, calcolando gli effetti di interventi già effettuati o solo previsti. «Un progetto che poteva crescere solo qui, in questo contesto, ma che diventa esportabile e adattabile ad altri contesti e altre regioni con fragilità idrogeologiche», spiegano gli organizzatori.

Acceleratore da esportazione

Made in Trentino è un altro modello di innovazione che si è consolidato negli anni, e che ora è pronto per essere esportato e replicato, da Belluno a Bolzano fino a Bologna. Si chiama Industrio, ed è un acceleratore privato di idee per lo sviluppo di startup high-tech industriali e prodotti tecnologici. Quattro i primi soci fondatori e investitori, ai quali negli anni se ne sono aggiunti altri 7 per un totale attuale di 11, che hanno raccolto 1,5 milioni in un fondo privato, selezionato e avviato 10 startup su oltre 1.500 progetti visionati. «Abbiamo viaggiato, studiato e analizzato altri ecosistemi intensamente innovativi nel mondo, dalla Silicon Valley alla Germania, da Israele alla Cina, e abbiamo capito come favorire in Trentino la crescita di un nostro ecosistema innovativo tipo Silicon Mountain e soprattutto come sviluppare il nostro progetto di acceleratore: in particolare scegliendo il Polo Meccatronica di Rovereto come sede e luogo di innovazione tecnologica e cross-fertilization» ,spiega Alfredo Maglione, presidente di Industrio Ventures e tra i soci fondatori, da oltre 20 anni imprenditore e fondatore anche di OptoiGroup, gruppo di aziende innovative della sensoristica microelettronica e sistemi elettronici intelligenti di misura, che a sua volta ha reso un ambiente fertile per l’innovazione dando ai collaboratori tempo e spazio per lavorare con mentalità aperta e in approccio di squadra su progetti innovativi in cui essere coinvolti anche come manager e soci.

Quanto a Industrio, «la strategia per il prossimo biennio è la crescita territoriale del proprio modello di accelerazione in nuove location, con lo scopo di moltiplicare le opportunità di networking, di scouting e di investimento, incrementare le possibilità di exit dalle startup partecipate e accrescere il numero delle partnership industriali, acquisendo un posizionamento come il principale acceleratore hardware italiano. Le collaborazioni già in atto a partire da Bologna con Gellify, spaziano dal Bellunese, con una collaborazione con la Confindustria territoriale e con i comuni di confine per l’attivazione fondi OTI per i comuni di confine, fino al NOI TechPark di Bolzano, con l’obiettivo di intensificare la propria presenza sul territorio italiano partendo dalle Dolomiti e dal produttivo e innovativo NordEst».

Friuli VG terra di startup

A fine aprile 2019 le startup innovative in Friuli VG sono salite a 220, vale a dire 12,1 ogni 1.000 società di capitale, dato superiore rispetto alla media italiana di 8,6. È uno dei dati presentati alla tappa del tour dedicato allo “sviluppo del territorio montano”, ciclo di incontri promossi da Intesa Sanpaolo nei territori montani del Nordest che ha già interessato il Trentino. Nella tappa in Friuli Venezia Giulia, a Tolmezzo, si è fatto il punto su tematiche legate allo sviluppo dei settori innovazione, turismo, agroalimentare e ambiente. Non solo: la Regione può contare su una quota di popolazione con istruzione terziaria più elevata rispetto al resto d’Italia, con 29 giovani tra i 30 e 34 anni ogni 100 della stessa classe d’età.

Una risorsa importante dell’economia montana del Friuli si conferma la filiera del legno in tutte le sue fasi, dalla foresta alla lavorazione del legno per arredo ed edilizia, al riutilizzo e la rimessa in circolo del materiale recuperato. In regione operano circa 3mila imprese e 18mila addetti nella filiera legno e arredo. Anche il rilancio del turismo può rappresentare una straordinaria opportunità di sviluppo economico del territorio montano del Friuli VG. Su questo fronte l’innovazione tecnologica in chiave 4.0 può rappresentare una leva per promuovere il territorio e per attrarre nuova clientela. Un sostegno potrà venire dal profilo tecnologicamente evoluto dell’economia friulana: la Regione guida la classifica italiana per propensione a innovare, con 168 brevetti domandati allo European Patent Office ogni milione di abitanti, più del doppio rispetto alla media italiana di 75 brevetti.

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