FRA PASSATO E PRESENTE

Montblanc si ispira alle sfide all’aria aperta

di Paco Guarnaccia


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Il 1858 Geosphere in versione Khaki Green con cassa in bronzo, realizzato in 1858 pezzi (6mila euro)

3' di lettura

La design week milanese di aprile ha visto tra i protagonisti anche Montblanc che ha realizzato un’installazione nel Brera Design District per presentare la nuova campagna #Reconnected 1858, che lancia i nuovi modelli della collezione 1858. All’inaugurazione erano presenti sia Alex Bellini, esploratore e ambassador della maison, sia Davide Cerrato, managing director della divisione orologi del brand: «1858 è diventata molto rapidamente la collezione più rappresentativa della nuova espressione del design della nostra orologeria e dell’integrazione con il savoir faire e la storia unica di Minerva (gloriosa manifattura acquisita dalla maison nel 2006 ndr.)», ha commentato. Il design di questa linea, lanciata pochi anni fa, utilizza materiali e colori che richiamano il tema outdoor, come il bronzo, o l’acciaio e il bronzo insieme per le casse, che sono state abbinate a cinturini in cuoio sfumato (prodotti nella manifattura Montblanc di Firenze) o in Nato realizzato in Francia.

Davide Cerrato, managing director della divisione orologi Montblanc.

Stile che si ispira ai modelli militari di Minerva degli anni 30 e 40 che «sono tra i più collezionati e collezionabili ed esprimono perfettamente l’anima professionale che è una della caratteristiche della famiglia dei 1858 - prosegue Cerrato -. A livello tecnico anche in questo frangente abbiamo applicato lo stesso schema che definisce tutta la nuova offerta Montblanc: prodotti entry price con movimenti automatici Sellita o Eta per cronografo automatico, un inedito e innovativo calibro ore del mondo di manifattura, come quello che anima il Geosphere con due dischi rotanti che segnano tutti i fusi orari dei due emisferi e, infine, un nuovo cronografo mono-pulsante rattrapante firmato Minerva, realizzato e decorato a mano».

Ultimi nati della linea 1858 sono le tre versioni Khaki Green (Geosphere, Automatic Chronograph e Automatic) che, dice Cerrato, «rispetto ai primi orologi della 1858 rappresentano l’estensione del concetto di avventura nel mondo delle foreste, quelle abitate dalle sequoie dei grandi parchi americani. Da qui arriva l’utilizzo del verde militare associato al bronzo per questa capsule collection, in cui tutte le diverse declinazioni sono in edizione limitata a 1858 pezzi».

Cerrato è stato il primo a proporre in chiave moderna lo stile vintage in orologeria, una tendenza di grandissimo successo negli ultimi anni: «Quando nel 2010 ho realizzato la prima reinterpretazione vintage tutti ne rimasero colpiti positivamente. Anche se quasi immediatamente non pochi hanno detto che sarebbe stato un trend passeggero. In realtà avevo colto il punto in anticipo capendo che dopo gli anni della follia del “tutto digitale” ci sarebbe stato un movimento in cerca di significati più “solidi”, che avrebbe prediletto il fatto a mano e privilegiato la componente emotiva e analogica. E quindi avrebbe cercato uno stile più maturo, classico e senza tempo».

In un mondo così globalizzato e iperconnesso come quello attuale, tuttavia, anche un creativo come Cerrato non è esente dalle difficoltà di creare orologi che possano piacere ed essere venduti ad ogni latitudine: «Un orologio unico e bello è capace di parlare a tutti, dai neofiti ai collezionisti esperti. Disegno sempre modelli che porterei io stesso. Il Geosphere, ad esempio, è diventato un’icona di design e tecnicità unica, molto apprezzato a livello mondiale. La seduzione estetica non ha barriere come, penso, dimostrino tutti i giorni le nostre marche di auto di lusso. La caratteristica fondamentale dei prodotti di grande successo è la capacità di andare oltre le segmentazioni di marketing e dei gruppi divisi per età o cultura».

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