Rischio liquidazione

Montecatini Terme tenta l’ultimo salvataggio, sul tavolo l’offerta inglese

di Silvia Pieraccini

Sul piatto l'acquisizione della maggioranza di Terme di Montecatini spa: aumento di capitale da 35 milioni al valore nominale più un sovrapprezzo del 50%

3' di lettura

L’epoca in cui Montecatini era una delle località termali più rinomate d’Europa, grazie alle sue acque terapeutiche e ai fanghi (pagati dalle aziende sanitarie pubbliche) che richiamavano migliaia di pazienti, e grazie all’atmosfera liberty che piaceva ad attrici americane e nababbi russi, è alle spalle per sempre. Il dilemma di oggi è se alle terme della cittadina toscana possa essere assicurato un futuro di sostenibilità economica e sociale, mettendo fine a quell'agonia che, tra alti e bassi, va avanti da trent’anni, e costruendo un rilancio su nuove basi.

Pochi giorni fa sul tavolo della società Terme di Montecatini spa, che fa capo alla Regione Toscana col 66% e al Comune col 33%, è arrivata l'offerta d'acquisto della società londinese International Tax Advisors Limited, guidata dall’italiano Stefano Fabbri, l’unica che – dopo le tre manifestazioni d'interesse sollecitate da un bando pubblico – era stata ammessa alla consultazione dei documenti finanziari (data room). L'offerta inglese, non ancora svelata, dovrebbe essere coperta da una cauzione da 100mila euro e accompagnata da linee di credito o disponibilità finanziarie per 60 milioni di euro.

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Sul piatto c'è l'acquisizione della maggioranza di Terme di Montecatini spa, da realizzarsi sottoscrivendo un aumento di capitale da 35 milioni di euro al valore nominale più un sovrapprezzo del 50%. L’acquirente deve impegnarsi anche – secondo quanto indicato dal bando - ad investire almeno 25 milioni nei prossimi due anni nel rilancio del complesso termale formato da stabilimenti ancora attivi come le Terme Tettuccio, tempio dell'architettura liberty specializzate nella cura idropinica e le Terme Redi col reparto fango-balneoterapia. Nel patrimonio della società termale ci sono anche stabilimenti chiusi da tempo come le Terme Leopoldine, con lo scavo delle piscine progettate dall’architetto Massimiliano Fuksas e mai completate, le Terme Excelsior, La Salute, Tamerici, e poi istituti di cura, palazzine, serre, un’edicola, un parco, un circolo di tennis, il minigolf e un ex campo pratica di golf.

In attesa che sia svelato il piano industriale di International Tax Advisors Limited e sia chiarita la governance termale, la prudenza è d'obbligo. Anche perché i (tanti) progetti di rilancio delle terme che si sono visti negli ultimi anni hanno sempre trovato ostacoli pubblici e privati. «Adesso si tratterà di analizzare nel dettaglio la proposta presentata», dice prudente l’assessore regionale Stefano Ciuoffo.

Solo negli ultimi mesi c’è stato prima l’interesse di Guild Living, operatore inglese che fa capo al gruppo finanziario Legal & General insieme con un team di esperti in design, wellness e sviluppo immobiliare, che aveva ipotizzato di trasformare Montecatini in una cittadella a misura di anziani, realizzando un centro della longevità hi-tech formato da residenze, ristoranti, negozi, palestra, piscina in cui poter trascorrere un fine-vita attivo, comodo e indipendente. Guild Living sta già sviluppando progetti di questo tipo in Inghilterra - a Bath, nel Somerset e a Epsom, nel Surrey – ma a Montecatini si è scontrato con le previsioni urbanistiche e con l’avversione degli operatori locali.

Nell'estate scorsa si è fatta avanti Infinet Financial Advisor, società londinese che agiva per conto di un fondo istituzionale d'investimento. Infinet aveva avviato un dialogo con le banche per rilevare i 20-25 milioni di crediti vantati nei confronti delle Terme e convertirli in azioni della società, ma si è dileguata quando le stesse Terme hanno deciso di fare un bando pubblico, aperto a tutti, per l'aumento di capitale, escludendo la procedura negoziale.

Al bando ha risposto un'altra società inglese, parte del gruppo Perseus della Repubblica Ceca, che ha avuto dalle Terme una proroga per completare la manifestazione d'interesse inizialmente incompleta. Ma alla ri-apertura del bando, rivolto a tutti, si sono presentati in tre di cui solo uno, appunto la londinese International Tax Advisors Limited, ammesso alla data room e rimasto in ballo. Tra colpi di scena e guida ondivaga degli enti pubblici azionisti, le Terme di Montecatini sono arrivate al traguardo, proprio ora che la città è stata tutelata dall'Unesco e potrebbe puntare alla valorizzazione. Se anche questo tentativo di vendita non andrà a buon fine, l’amministratore unico delle Terme, Alessandro Michelotti, ha già annunciato che si apre la strada della liquidazione. La Regione Toscana, del resto, nel piano di razionalizzazione approvato nel dicembre 2020 dal Consiglio regionale aveva fissato al 30 giugno 2021 la scadenza per accordarsi con i creditori evitando la chiusura.

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