Studenti e ricercatori

Mooc, il Covid accelera il boom di corsi online gratuiti

di Valentina Reda

2' di lettura

La digitalizzazione forzata che viviamo da oltre un anno ha spinto più di mille università in tutto il mondo a puntare sui Mooc (Massive open online courses) per rafforzare la loro offerta formativa. Da un lato, integrando la didattica mista in presenza/a distanza; dall’altro, supportando le modalità sincrone e asincrone di gestione dell’aula. Nel tentativo di conciliare inclusione, qualità e sostenibilità. Il successo, almeno quantitativo, della formula è nei numeri: oltre 180 milioni di iscritti a inizio 2021 (quasi il doppio di un anno prima) ai 17mila corsi online gratuiti sulle principali piattaforme internazionali. Leader europea: la Federico II di Napoli.

Il panorama internazionale

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La crescita mondiale vede in testa Coursera, con più di 30 milioni di nuovi iscritti nel 2020 (in totale 80 milioni) e un raddoppio di fatturato, che ha portato la piattaforma made in Stanford ad avviare la quotazione in Borsa. Seguono il provider di Harvard&Mit, edX, con 35 milioni di utenti, e il leader britannico FutureLearn con 15 milioni, entrambi in crescita del 30 per cento. Due le tendenze principali dell’offerta: l'aumento di percorsi completi di laurea e master in formato Mooc e la moltiplicazione delle “microcredenziali”, più brevi e flessibili, con certificazioni delle competenze richieste dal mercato del lavoro. A oggi sono oltre 1.200 i programmi di questo tipo tra programs (FutureLearn), professional certificates (edX), specializations e guided projects (Coursera).

Il quadro italiano

Alla corsa si è iscritta anche l'Italia che vede sempre più atenei in campo grazie al ritmo impresso dai “pionieri”. Prima per produzione, con oltre 350 corsi erogati via Federica.eu, edX e Coursera, resta la Federico II di Napoli con la sua “Federica Web Learning”, unica compresa nei vertici delle classifiche mondiali per produzione. Federica.eu è anche la prima piattaforma Mooc di una singola università in Europa, che ospita un numero crescente di corsi prodotti con altri atenei partner. Segue nella classifica la piattaforma “Pok” del Politecnico di Milano, con 75 programmi dedicati al supporto della didattica curricolare e alla formazione permanente di professionisti e insegnanti: un settore in pieno sviluppo. Come dimostrano il corso “Introduzione al Debate” (che è tra i 30 più apprezzati nella classifica 2020 di ClassCentral, hub di riferimento del settore) e le varie iniziative di Pok Scuola Digitale.A completare il podio italiano c’è l’università di Modena e Reggio Emilia, con 23 corsi erogati su EduOpen, la piattaforma consortile italiana che eroga oggi più di 300 corsi realizzati da 26 atenei.

Chiudono la panoramica italiana l’Alma Mater di Bologna con 13 corsi erogati attraverso la piattaforma Book e l’università Bocconi con 12 Mooc distribuiti da Coursera. Accanto alla crescita quantitativa, le novità più interessanti riguardano l’upgrade in formato ibrido. Sfruttando la diffusione della didattica streaming durante i mesi della pandemia, alcuni atenei cominciano a proporre percorsi misti. La Federico II offre dieci corsi di laurea ad accesso libero (da Ingegneria informatica a Economia aziendale), da seguire a casa o in treno liberamente, per poi approfondire dal vivo con le lezioni online in diretta.

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