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Moody’s non modifica il rating, l’Italia evita la serie B

Il giudizio resta Baa3, ultimo scalino prima dei titoli «spazzatura». Anche la canadese Dbrs conferma la valutazione a BBB (high) ma peggiora l’outlook da stabile a negativo

di Morya Longo e Gianni Trovati

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Il giudizio resta Baa3, ultimo scalino prima dei titoli «spazzatura». Anche la canadese Dbrs conferma la valutazione a BBB (high) ma peggiora l’outlook da stabile a negativo


2' di lettura

Il debito italiano chiude la stagione primaverile dei rating restando in area Investment Grade per tutte e quattro le agenzie internazionali. È questo il risultato principale arrivato con la conferma da parte di Moody’s, che non ha modificato l’etichetta «Baa3» sui nostri titoli di Stato. 

Conferma importante perché quello è l’ultimo scalino prima del girone dei Junk Bond. Stesso scalino che il debito italiano già occupa per Fitch, dopo il downgrade a «BBB-» arrivato a sorpresa a fine aprile, mentre nella scala di S&P rimane un altro gradino di sicurezza alla luce della conferma del 24 aprile.

I titoli italiani restano poi lontani dall’area più critica anche per la quarta agenzia, la canadese Dbrs, che resta il più “generoso” fra i giudici del debito italiano: ieri ha confermato la valutazione BBB(high), girando però in negativo l’outlook.

Il fatto che Moody’s non affondasse il colpo era dato quasi per scontato, perché non più tardi di due settimane fa la stessa agenzia aveva sostenuto in un report che la crisi da Coronavirus spingerà il debito italiano «a livelli record», ma «l’affidabilità creditizia del Paese per larga parte non dovrebbe subire ricadute».

Tanta sicurezza, avevano spiegato gli analisti dell’agenzia, è legata ai costi di finanziamento che rimangono comunque relativamente bassi, grazie all’ombrello Bce e agli interventi in cantiere a Bruxelles, e all’ipotesi di un’economia in ripresa dal terzo trimestre. Proprio questa considerazione indica che gli appuntamenti decisivi sono solo rinviati all’autunno, quando torneranno a esprimersi tutte e quatto le agenzie.

Ed è lo stato lo stesso governo italiano nel Def a spiegare che un’ipotesi di seconda ondata di pandemia in autunno taglierebbe il nostro Pil di un altro 2,8%. Un’osservazione analoga è arrivata in settimana dalle previsioni di primavera della commissione Ue.

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    Morya LongoVicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, mercati azionari e obbligazionari

    Premi: Vincitore del premio State Street 2018 – Giornalista dell’anno, autore del miglior scoop

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    Gianni Trovativicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Finanza pubblica, enti locali, pubblica amministrazione

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