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Morandi e il «mistero della semplicità delle cose»

di Nicol Degli Innocenti

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2' di lettura

Giorgio Morandi è uno dei pochi artisti senza tempo: i suoi quadri di oggetti e scorci di vita quotidiana sono immagini eterne, trasformate dal suo pennello da cose quasi invisibili di tutti i giorni a rappresentazioni dell'essenza della vita.

“Per conoscere non è necessario vedere molte cose, ma guardarne bene una sola,” scrisse Morandi, che restò fedele alla sua massima, osservando e dipingendo ripetutamente gli stessi oggetti e gli stessi paesaggi, togliendoli dal loro contesto spaziale e temporale per sublimarli e renderli eterni, perfino monumentali.

Morandi e il «mistero della semplicità delle cose»

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A Londra una mostra dedicata all'artista bolognese alla galleria Robilant + Voena illustra perfettamente l'iter artistico di Morandi, con una serie di paesaggi e nature morte che vanno dagli anni Trenta agli anni Sessanta del secolo scorso. E' possibile quindi osservare il processo di semplificazione progressiva delle linee, della composizione e del colore seguito dal pittore nel corso degli anni.
I paesaggi sono quelli che vedeva tutti i giorni: il cortile della sua casa in via Fondazza, la campagna intorno a Bologna. Le stesse vedute negli anni '40 sono più precise e dettagliate, mentre negli anni '60 vengono distillate e semplificate all'essenziale, rasentando l'astrazione, eliminando tutto il superfluo per cogliere l'anima, il cuore pulsante del paesaggio.

Una Natura Morta del 1943, due conchiglie in meste gradazioni di grigio su uno sfondo altrettanto sobrio, accenna sommessamente alla tragedia della seconda guerra mondiale in corso e ai suoi effetti sull'artista, sfollato sugli Appennini in uno stato definito “di grande angoscia”. Con Morandi tutto è sottile, fine, smorzato e delicato, ma al tempo stesso solenne e monumentale. Come nei quadri di fiori in mostra, ogni stelo e petalo acquista un ruolo importante, merita di essere posto al centro dell'immagine e contemplato.
Gli oggetti prescelti diventano protagonisti del quadro, semplificati fino all'essenza ma resi eterni, immagini di forme classiche e al di fuori del tempo. Una semplice bottiglia o un mazzo di fiori in un vaso sono oggetti materiali che nei quadri di Morandi vengono trasfigurati, perdono la loro materialità e diventano essenza dell'arte e della vita. L'artista coglie quello che chiamava “il mistero della semplicità delle cose”.

Giorgio Morandi
Fino al 28 luglio 2017
Robilant + Voena, Londra
www.robilantvoena.com

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