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Morandi e Schifano guidano l’incanto di Sotheby’s a Milano

In rete per otto giorni aggiudicate 85 opere con l’83,5% di venduto per 7,8 milioni di euro, entro le stime l’arte Povera, buone le performance per Afro e le ceramiche di Melotti

di Gabriele Biglia

Giorgio Morandi , Natura morta, lotto 26, stima 600.000 - 800.000 euro aggiudicato per 823.200 €

4' di lettura

L'incanto dedicato all'arte moderna e contemporanea “Contemporary Art | Milan” orga-nizzato via web da Sotheby's , il secondo di questo difficile e delicato anno, si è concluso, dopo otto giorni dall'apertura della piattaforma virtuale il 20 novembre. Il catalogo ha presentato 85 opere di artisti italiani e internazionali che hanno raccolto complessivamente con le commissioni 7.828.760 euro con 14 invenduti (83,5 % di lotti venduti e l’88,5% in valore), rispetto alla previsione di realizzo degli esperti della casa d'aste che oscillava tra i 6 - 9 milioni di euro. Lo scorso giugno Palazzo Serbelloni aveva aggiudicato 10,4 milioni di euro scambiando 50 lotti su 56 effettivamente offerti (sei gli invenduti).
Sotto il martello del banditore il 27 novembre sono passati lavori di Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Alighiero Boetti, Valerio Adami, Maria Lai, Max Bill, Luis Tomasello, Yves Klein, Josef Albers, Victor Brauner, Kenneth Noland, e altri maestri del primo e del secondo dopoguerra. Un catalogo, al di là dei nomi, concepito senza azzardi, all'insegna della prudenza visti i tempi, con opere di medio livello scelte con cura.

L'asta online di Sotheby's Milano

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Arte Povera, Informale

A guidare l'asta è stata una «Natura morta» di Giorgio Morandi, il solo lotto in catalogo a ri-portare una forbice di valore superiore ai 600.000 €. Si tratta di una bella composizione di oggetti del 1946 appartenuta al collezionista e gallerista Carlo Cardazzo, pubblicata nel catalogo ragionato di Lamberto Vitali ed esposta a Stoccolma e a Göteborg nel 1948, con-tesa sino a quota 823.200 € (dalla stima tra 600.000–800.000 €). Morandi continua così a guidare gli incanti italiani di Sotheby's, come successo già nella precedente asta di giugno, e si conferma uno dei pochi pittori della prima metà del Novecento a godere di un consolidato e costante interesse di mercato da parte del collezionismo internazionale, grazie anche al catalogo ragionato curato da Vitali oltre 40 anni fa, che ancora oggi è ritenuto dagli operatori del mercato dell'arte un riferimento indiscusso. A brillare è stato anche lo smalto su tela e perspex di Mario Schifano eseguito nel 1974, intitolato “Ossigeno ossigeno” (lotto 18), che un tempo faceva parte della collezione di Luisa Spagnoli, esposto nella storica mostra della Pilotta a Parma del 1974 e dal gallerista Giò Marconi nel 2006: il martello del banditore si è fermato a 678.000 € stracciando la valutazione di 260.000 – 350.000 € proposta dagli esperti. Va segnalato anche il brillante risultato ottenuto dalla piccola scultura da tavolo realizzata in ottone, fili e foglie di metallo da Alexander Calder nel 1956 (lotto 23), appartenuta alla giornalista Irene Brin, fondatrice della Galleria L'Obelisco, che a seguito dei rilanci è stata acquistata dal nuovo proprietario per ben 436.000 € (stima: 150.000 - 200.000 €) e la buona accoglienza dell'opera “Study to Homage to the Square” del 1959 di Josef Albers aggiudicato sopra la stima massima a 327.100 €. Del pittore surrealista rumeno Victor Brauner, tra i favoriti del gallerista Alexandre Iolas, “L'Attente” del 1964 dalla stima di 150.000 – 200.000 € ha toccato i 252.000 €.Tra gli artisti dell'Arte Povera, Alighiero Boetti si conferma l'artista più richiesto del dopoguerra. Per l'arazzo di grandi dimensioni (110 x 110 cm) intitolato “Oggi il trentunesimo giorno dodicesimo mese anno millenove100ottantotto”, tessuto nel 1988, sono stati offerti 399.700 €, sfiorando così la stima massima ipotizzata in partenza. Mentre per il piccolo arazzo colorato dal titolo “Cinque x cinque venticinque” (lotto 2) al nuovo proprietario sono bastati 35.280 € (stima 30.000 - 40.000 €). Sempre sul fronte dell'Arte Povera troviamo Pistoletto la cui serigrafia su acciaio specchiato intitolata “Uomo che si gira”, è rimasta dentro la forbice dei 180.000 – 250.000 €, venendo acquistata per 226.800 €. Molto interesse è stato riservato all'importante “Superficie 196” di Giuseppe Capogrossi (lotto 28), realizzata nel 1957, appartenuta in passato al mercante Leo Castelli, comprata da un collezionista privato per 327.100 € (stima tra 240.000 - 350.000 €). L'opera venne acquistata dal venditore 12 anni fa da Christie's per 215.000 €. Anche la pittura Informale ha ottenuto buoni risultati di vendita. Il dipinto di Afro “Viale delle Acacie” del 1958 (stima tra 150.000 – 200.000 €), esposto alla XXX Esposizione Biennale Internazionale d'Arte del 1960, è stato conteso fino a 327.100 €, superando così la valutazione di 150.000 - 200.000 €. La grande tela di Emilio Vedova “In continuum/Compenetrazioni/Traslati 87 (IV)”, caratterizzata da energiche pennellate e dripping di colore bianco su fondo nero, ha invece raggiunto i 151.200 €, rimanendo dentro la forbice dei 120.000 - 180.000 €. Le tele in catalogo di Giorgio de Chirico di diverse tipologie e periodi sono rimaste a filo della stima minima, ad eccezione della veduta di Venezia con la Chiesa della salute che non ha trovato offerte. L'olio su tela “Mobili nella Valle” (lotto 18) invece, realizzato a Parigi nel 1928, esposto nel 1959 alla GAM di Torino, è stato aggiudicato per 315.000 € con le commissioni (stima: 300.000–400.000 €). Mente un secondo dipinto che raffigurava il medesimo soggetto metafisico (lotto 42) ha trovato un nuovo acquirente per 126.000 € (stima 100.000 - 150.000 €). È andata meglio alla composizione intitolata “Interno con officina” (lotto 27), realizzata sempre da de Chirico nel 1951, scambiata per 351.300 (stima: 300.000 - 400.000 €). Rimanendo ancora sulla pittura figurativa, va segnalato il risultato ottenuto dal minuzioso “Ritratto della madre” (lotto 24), eseguito da Umberto Boccioni nel 1907 a matita, acquerello e inchiostro su carta applicata su tela, aggiudicato per 100.800 €, per il quale era prevista una valutazione di 40.000 - 60.000. Vendute a ottimi prezzi 26 ceramiche dello scultore Fausto Melotti - rispetto alle 28 proposte - realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, provenienti tutte dalla stessa collezione privata e valutate in catalogo dai 6.000 ai 45.000 €: un Vaso (lotto 47) ha raggiunto i 52.920 € (60.480 € con le commissioni) rispetto alla stima di 20-25.000. Mentre una scultura filiforme in ottone dell'artista, “La Strega”, valutata 80.000 - 120.000 €, è stata aggiudicata per 176.400. Infine, un risultato importante lo ha ottenuto anche Valerio Adami, ben rappresentato in questa vendita con una tela monumentale del 1965 (190 x 350 cm) per la quale sono stati offerti 138.000 € (stima 80.000-120.000 €).

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