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Moratoria sui crediti, Ruocco: servono bad bank pubblica e banca per il Sud

La presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, Carla Ruocco, commenta l’intervento pubblico per la moratoria dei crediti bancari

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La presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, Carla Ruocco, commenta l’intervento pubblico per la moratoria dei crediti bancari


1' di lettura

Leggo con sempre maggiore frequenza le posizioni degli appartenenti alla schiera degli ultraliberal che discettano sui “pericoli di un intervento dello Stato in economia”.
Quale Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario che si è significativamente impegnata al riguardo - tramite invio questionari, audizioni, richieste dati e informazioni e costante attività di moral suasion – segnalo che, ad oggi, oltre 300 €/mldi di crediti sono stati spostati nella loro riscossione grazie al meccanismo della moratoria ed oltre 71 €/mldi sono stati concessi tramite nuovi finanziamenti con garanzia pubblica.

Questo intervento pubblico ha evitato uno tsunami sul nostro sistema bancario che avrebbe avuto impatti economici irreversibili. Al salvataggio non deve però seguire la svendita del bene sanato al privato in quanto sarebbe un imperdonabile danno alla collettività che in definitiva ne ha sopportato i costi. Lo Stato ha il dovere di gestire i fallimenti del mercato – che sono ben noti proprio agli ultraliberal – con il giusto tempo, con le giuste risorse umane e finanziarie e sottolineo con una visione imprenditoriale per creare benefici concreti alla cittadinanza. Le prospettive di crescita dei crediti deteriorati, il crescente divario Nord-Sud e le opportunità offerte dalla rinascita della logistica nel Mediterraneo esigono una Bad Bank pubblica ed una banca per il Sud; i candidati ci sono: MPS e Banca Popolare di Bari.

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