SCENARI 2021

Moratorie e risanamenti: idee per le imprese nel dopo covid

di Angelo Casò e Franco Vermiglio

default onloading pic


4' di lettura

La pandemia ha colpito duro e indiscriminatamente, e ci tiene ancora con il fiato sospeso nonostante le ansie che ci ha fin qui procurato. Non sappiamo quando finirà; speriamo presto e confidiamo nell’effetto del vaccino in arrivo. Siamo però consapevoli di essere tutti sulla stessa barca, che nessuno può salvarsi da solo, e che ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo. Non potendo fare nulla contro la malattia, non essendo operatori sanitari, abbiamo ritenuto che ACB – un sistema di 50 studi e di poco più di 500 professionisti (commercialisti, avvocati e docenti universitari) presenti in tutto il territorio nazionale – poteva dare un aiuto riflettendo sulle conseguenze economiche della crisi e facendo proposte concrete per superarla. In fondo la pandemia, oltre ai lutti, alle sofferenze e al dolore, offre la possibilità di pensare alla programmazione della ripartenza e di eliminare i “nodi” che condizionano il funzionamento delle imprese. Le nostre riflessioni sono state raccolte in un volume edito dalla Egea che a giorni sarà in libreria e che è il risultato di un processo che ha impegnato gli studi in due fasi: nella prima, hanno risposto all'indagine che ha consentito di individuare le aree nelle quali concentrare l’attenzione; nella seconda, hanno elaborato le riflessioni e le proposte.

La crisi d’impresa occupa una posizione centrale tra le proposte avanzate. L’apparato produttivo italiano è formato, nella stragrande maggioranza, da unità di piccola e piccolissima dimensione, peraltro strutturalmente deboli e non sempre innovative.

Loading...

Già prima dell’emergenza sanitaria il numero delle imprese in difficoltà era molto elevato. La chiusura forzata, la perdita di fatturato di interi settori produttivi e il crescente indebitamento, connessi alla epidemia, hanno contribuito ad aggravare la situazione. Oggi non siamo in grado di valutare quante imprese non potranno riprendere l’attività quando torneremo alla normalità. Ma sappiamo che saranno moltissime; e sappiamo anche che non possiamo permetterci di perderle tutte. Ne va della stabilità dell'intero sistema. È interesse di tutti recuperare quelle che sono in condizione di riprendersi e tornare a creare valore in un tempo ragionevole. Bisogna fare il possibile.

L’impresa è il motore dell’economia. Per sua natura è destinata a creare nuova ricchezza e a durare nel tempo. Ma per svolgere le funzioni economiche e sociali che le sono proprie, deve essere in grado di dare adeguata risposta ai portatori dei variegati interessi che in essa convergono: conferenti di capitale proprio, lavoratori, finanziatori, clienti, fornitori, erario e società nel suo complesso. Sostenendo il recupero e la riconversione delle imprese si tutelano gli interessi di tutti.

Le proposte sulla crisi sono diverse. La prima, del tutto innovativa, riguarda l’introduzione nel nostro ordinamento di una nuova procedura concorsuale di carattere conservativo: «La moratoria biennale per il salvataggio delle imprese in crisi da pandemia di Covid-19 e il finanziamento pubblico postergato».

Essa muove dalla considerazione che gli strumenti esistenti, se pure aggiornati e affinati, non consentono di affrontare lo tsunami che ci aspetta; si caratterizza per semplicità e contenimento dei costi. Riguarda tutti gli imprenditori, commerciali, agricoli, sottosoglia o minori. Viene avviata su domanda del debitore, il quale predispone anche il piano di risanamento e mantiene il potere di compiere gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione sotto la vigilanza del Concessionario giudiziale. L’ammissione alla procedura comporta il differimento di 24 mesi della scadenza dei debiti; consente l’accesso al finanziamento pubblico subordinato, erogato dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.; inoltre, in caso di fallimento, esclude dall’azione revocatoria e dal reato di bancarotta semplice e fraudolenta gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione del piano di risanamento.

Altre proposte riguardano le imprese che non potranno essere risanate e cesseranno l’attività e quelle che affronteranno il risanamento facendo ricorso agli strumenti esistenti. In entrambi i casi tengono conto della natura straordinaria della crisi. Per dare un’idea della dimensione dei suggerimenti che sono stati dati va ricordato che strettamente connesse alle proposte sulla crisi d’impresa ci sono quelle attinenti al metodo di selezione delle imprese da risanare, al modo di condurre l’analisi e agli aspetti da considerare; e ci sono anche le proposte sull’innovazione. Queste ultime interessano l’intero sistema produttivo, essendo le nostre imprese, anche per via delle loro dimensioni, non sempre al passo sul piano dell’innovazione e della competitività. Per agevolare i processi innovativi nell’area della tecnologia, dell’organizzazione interna, dei rapporti con il mercato e della distribuzione, è necessario il ricorso alla collaborazione tra imprese e all’uso di strumenti condivisi.

L’esigenza di innovazione è avvertita anche nel mondo delle professioni. Per agevolare le aggregazioni multidisciplinari e la specializzazione si propone di fare ricorso a un nuovo tipo di società: la Società di Lavoro Professionale.

Le proposte in campo tributario fanno da cornice a tutte le altre. Un quadro normativo stabile, basato su un rapporto di fiducia tra amministrazione finanziaria e contribuente, è condizione indispensabile per la ripartenza. In questa prospettiva si inseriscono la richiesta di riforma della determinazione del reddito di impresa e il progetto di legge delega; le indicazioni sulla tassazione della digital economy; sulla parità delle parti nel procedimento di accertamento e nel processo tributario; sulla riforma del sistema sanzionatorio.

Le proposte illustrate nel volume sono solo alcune delle cose che occorrerebbe fare; e non hanno la pretesa di risolvere tutti i problemi che affrontano. Hanno però il pregio di scaturire da bisogni reali, avvertiti e sofferti dalle imprese e di non riflettere interessi di parte ma di costituire un contributo, in termini di informazione, di stimolo e di orientamento delle decisioni da adottare per la ripartenza.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti