dopo il caso bari

Morbillo, campagna vaccini anche all’università

di Barbara Gobbi


Italia sorvegliata speciale per il morbillo

3' di lettura

Insegnanti, operatori sanitari, militari e forze dell’Ordine. È un’azione a trecentosessanta gradi quella che il ministero della Salute pensa di mettere in campo con il prossimo Piano di eliminazione del morbillo allo studio visto il susseguirsi di focolai sul territorio nazionale. La Calabria, la Sicilia, infine la Puglia. I tecnici sono al lavoro e la prima parola chiave è “sinergia”: le lettere ai ministeri potenzialmente interessati a impostare strategie di collaborazione, a cominciare dal Miur, sono già partite.

Nel mirino adolescenti e giovani adulti
La seconda parola d’ordine è infatti “offerta attiva” e la vera emergenza riguarda adolescenti e giovani adulti. Sono queste fasce di popolazione, lasciate “fuori copertura” nell’intervallo di affievolimento dell’obbligo vaccinale tra il 1999 e la legge Lorenzin dell’agosto 2017, quelle su cui l’allerta è massima. Per questo, nelle sue mire più ambiziose, il progetto potrebbe prevedere la “proposta vaccinale” in una serie di passaggi cruciali nella vita dei giovani, dall’iscrizione all’università al rinnovo della carta d’identità.
Intercettare i giovani per spuntare le armi al contagio – l’Oms continua a dichiarare l’Italia endemica per il morbillo – è dunque la priorità. La copertura ideale del 95% di sicuro non è mai stata raggiunta, ma quel che più pesa è l’incognita sui dati reali.

Si punta al 95% di copertura
«Abbiamo le stime delle vecchie coperture, che nei primi anni Novanta viaggiavano sotto il 70% - avvisa Vittorio Demicheli, coordinatore del tavolo ministeriale di esperti indipendenti sui vaccini – ma ancora oggi è probabile che ci siano delle sacche suscettibili più ampie. Il nuovo Piano di eliminazione del morbillo punterà a raggiungere la copertura al 95% tra i nuovi nati - siamo balzati avanti di 4% ma anche con lo “spauracchio” della legge Lorenzin il 95% non si è ottenuto - e a coprire quanti più suscettibili in fasce adolescente possiamo. La priorità è quindi stimare quanti sono».

Nessuna retromarcia sull’”obbligo”
L’obbligo resterà. La strategia sarà quindi decisamente ad ampio raggio, ma quel che è certo è che nessuno al ministero della Salute, malgrado il battage della campagna elettorale dei mesi scorsi, ha intenzione di retrocedere sull’obbligo per il morbillo. Allo stesso tempo c’è la convinzione che l’obbligo non basti. A spiegarlo, una volta di più, è proprio una nota del ministero della Salute sul “caso Bari”, dove in poche ore e malgrado un tasso di copertura regionale del 95%, si è registrato il contagio in otto persone, di cui solo una considerata “caso isolato”: nelle altre il focolaio era partito da uno stesso nucleo familiare. L’ennesima occasione, per il dicastero, di rilanciare «azioni in grado di aumentare la consapevolezza del valore dell’immunizzazione attraverso i vaccini come strumento di prevenzione lungo tutta la vita». Solo ieri è partita una circolare di aggiornamento del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia, in cui sono rafforzate le linee guida per la corretta diagnosi, la classificazione dei casi e la standardizzazione per la raccolta dati.
Diverso il discorso per l’anti-tetanica, che riguarda una malattia non infettiva, e su cui si sta pensando a un passo indietro.

Il Ddl al Senato e il piano nazionale
Per il resto, anche il disegno di legge sulla “Prevenzione vaccinale” all’esame del Senato – su cui sono in corso le audizioni – stabilisce che la legge Lorenzin, che ha reintrodotto l’obbligo a scuola fino ai sedici anni per dieci profilassi, prevedendo la non ammissibilità ad asili nido e scuole materne per i bambini non in regola - resti in vigore fino all’operatività dell’Anagrafe nazionale vaccini (il cui decreto è stato pubblicato in Gazzetta a inizio novembre) e fino all’approvazione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Anch’esso, non certo dietro l’angolo: gli esperti indipendenti del tavolo Nitag, istituito con decreto a fine ottobre proprio per mettere a punto il nuovo Piano, devono ancora cominciare a lavorare.

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