ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùlusso

Morellato, una minoranza nel radar dei private equity

di Carlo Festa

default onloading pic


2' di lettura

Il gruppo dei gioielli e degli orologi Morellato finisce nel radar dei fondi di private equity. Secondo indiscrezioni diversi soggetti finanziari avrebbero bussato all'azienda con manifestazioni d'interesse. Sul tavolo ci sarebbe comunque soltanto la possibile cessione di una minoranza. Morellato è uno dei leader italiani del settore con una forte propensione all'estero: ha chiuso il 2017 con numeri leggermente in crescita rispetto al 2016: il fatturato è salito dello 0,3% a 166 milioni, con un ebitda di 25,5 milioni, pari al 15,4% dei ricavi. Resta il primo gruppo di gioielleria e orologeria in Europa a capitale totalmente italiano e ha sempre posto l'indipendenza al centro delle proprie strategie. Nel portafoglio licenze ci sono marchi come Furla, Maserati e Trussardi, mentre tra i brand in distribuzione Police, Ice Watch, Scuderia Ferrari, Tommy Hilfiger e Timberland. Tra i marchi di proprietà ci sono proprio Morellato, Sector No Limits, Philip Watch, Lucien Rochat e Chronostar.

Negli ultimi mesi ci sarebbero state manifestazioni d'interesse da parte di alcuni soggetti finanziari e gli azionisti di Morellato avrebbero incaricato un advisor di valutare le stesse proposte. Secondo Mergermarket, un incarico sarebbe stato affidato ad Unicredit. Non è detto però che il processo vada a buon fine.

Loading...

Morellato è nato come piccolo laboratorio artigianale di orologi e gioielli, fondato a Venezia nel 1930 come produttore di cinturini per orologi da Giulio Morellato. Ora è una vera piccola multinazionale della gioielleria distribuita in 45 Paesi al mondo e con una quota di export pari al 40%: Morellato fa oggi il 45% del suo fatturato nel settore gioielli e il 45% negli orologi; i cinturini coprono il 10% dei ricavi. I mercati principali restano l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia, in particolare la Cina. E il possibile ingresso di un partner in minoranza, che continuerebbe a garantire l'indipendenza del gruppo, sembra proprio volto a trovare nuovi capitali per lo sviluppo.

Attualmente la società fa capo alla famiglia e all'ad e presidente Massimo Carraro. La famiglia, in qualche occasione passata, aveva spiegato di non voler prendere, almeno per ora, in considerazione la Borsa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti