scenari di mercato

Morgan Stanley: 2017 come 1999, Borse all’ultimo allungo

di Enrico Marro

Reuter

2' di lettura

Ha fatto discutere una delle prime uscite di Michael Wilson nei panni di nuovo chief investment officer di Morgan Stanley, al posto del dimissionario Adam Parker (passato a Eminence Capital). Secondo Wilson la fase toro di Wall Street nei prossimi mesi è destinata ad accelerare: lo scenario base di Morgan Stanley vede l’indice S&P500 a 2700 punti entro un anno (+15% rispetto a oggi), con la possibilità però di un “bull case” in cui toccherebbe quota 3000 punti (quasi +30%). Lo scenario peggiore vede lo S&P500 a 2100 punti, circa un 11% più in basso di dove si trova adesso.

«Il rialzo iniziato un anno fa ha poco a che fare con Trump e molto con il ciclo economico globale», ha scritto Wilson in una nota ai clienti lunedì scorso. «Trump ha solo messo il turbo al ciclo e agli animal spirits di Wall Street, con effetti tangibili sull’economia reale e sui mercati».

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Attenzione però: stando a Wilson - veterano dei mercati con 27 anni di servizio in Morgan Stanley - siamo nel classico allungo finale, simile a quelli del 1999-2000 o del 2006-2007. «La fine del ciclo è spesso la migliore: pensate al 1999 o al 2006-07 - scrive - in un contesto di bassi ritorni sull’obbligazionario gli investitori non possono certo perdersi questo movimento».

Ecco il perché del progressivo passaggio all’euforia a cui si è assistito negli ultimi mesi, continua l’analista, che nella banca d’affari americana riveste anche la carica di Us Equity Strategist. Ma quanto è lontano il prossimo crollo? La fase rialzista è destinata a continuare ancora per un po’, almeno per Morgan Stanley, che vede al momento «un posizionamento non ancora estremo e ottimi segnali tecnici di mercato».

Rischi all’orizzonte? Wilson ne intravede alcuni, tra i quali un rallentamento della stretta monetaria della Fed, un possibile avvio a sorpresa del tapering della Bce in estate (sempre che il rischio politico europeo sia sotto controllo), ma anche un nuovo crollo o anche solo un rallentamento della ripresa dei prezzi del greggio, elemento da tenere d’occhio visto che quest’anno a trainare l’aumento degli utili a Wall Street sono stati i titoli energy.

Quanto ai settori, Morgan Stanley punta su quelli idealmente destinati a crescere nell’ultima fase del ciclo: finanziari, industriali, energetici e tecnologici, con al contrario un portafoglio più leggero su Tlc e immobiliare.

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