Fusioni a Wall Street

Morgan Stanley compra il gigante del trading online E*Trade per 13 miliardi

Lo storico marchio della finanza americana accelera una trasformazione nel segno di business retail, online e meno rischioso. L’operazione è un record nella finanza Usa dal 2008

di Marco Valsania


default onloading pic
(Afp)

2' di lettura

NEW YORK - È l'acquisizione record nella finanza statunitense dagli anni della grande crisi. Un'operazione che sposa un nome tradizionale di Wall Street in cerca di continui rilanci con un gigante dell'era Internet, dei broker scontati, dei servizi online e dei day trader. Morgan Stanley ha rilevato E*Trade per 13 miliardi di dollari, una transazione orchestrata tutta in azioni.

La fusione - il cui nome in codice è Project Eagle e che Morgan ha fatto sapere di avere considerato fin dal 2002 - intende accelerare e completare la trasformazione del gruppo in un leader della gestione di fondi per conto di piccoli investitori e risparmiatori. Una strategia perseguita dal chief executive James Gorman proprio come antidoto in risposta alla debacle dell'alta finanza oltre dieci anni or sono.

E*Trade porta in dote un esercito di cinque milioni di clienti retail, con i loro 360 miliardi di dollari di asset. Accanto ad una banca online con depositi a basso costo, grazie ai quali Morgan potrebbe rafforzare la sua attività nei prestiti. Le operazioni di wealth management di Morgan, una volta completata la fusione, avranno complessivamente oltre otto molioni di utenti e attività in gestione stimate in 3.100 miliardi.

Per E*Trade la cessione a Morgan Stanley ha un significato strategico nel clima di crescente concentrazione dei rivali. Il suo decollo risale agli anni Novanta, frutto della stagione delle società “dot com”, la prima rivoluzione di Internet, e negli anni ha sviluppato in particolare una robusta e redditizia attività di gestione dei titoli che molti dipendenti di imprese americane ricevono quale parte del loro pacchetto di compensi. Ma la vita indipendente è diventata sempre più difficile: nei mesi scorsi due giganti del suo segmento, Charles Schwab e TD Ameritrade, hanno deciso di unire le forze e abbassare i costi. Un merger che non a caso aveva scosso le quotazioni di E*Trade, mettendo in dubbio la sua capacità di tener testa al nuovo e più agguerrito concorrente.

È per Morgan che il merger rappresenta tuttavia un colpo dalle grandi implicazioni. Oggi conta su un vasto gruppo di advisers, 15.500, dediti anzitutto al servizio di clienti con patrimoni milionari. L'anno scorso aveva però lanciato un servizio online mirato a risparmiatori meno abbienti, dove ora avrà il beneficio di aggiungere la potenza di fuoco di E*Trade. In particolare, nella gestione di azioni per conto di dipendenti, la “nuova” Morgan potenziata potrà far leva su oltre quattromila clienti corporate e i titoli per 580 miliardi dei loro dipendenti.

“Sfideremo Schwab, sfideranno Fidelity”, ha detto senza remore sulle sue ambizioni Gorman in una intervista al Wall Street Journal, subito dopo aver lasciato filtrare la notizia della combinazione. Gorman, nel suo sforzo di garantire maggior stabilità al business e ridurre le operazioni considerate più rischiose all'indomani del 2008, ha portato progressivamente Morgan a nuovi record di entrate, pari a 41 miliardi l'anno scorso. Soltanto da settembre le quotazioni a Wall Street della banca hanno guadagnato il 40%, segno della fiducia degli investitori nel progetto.
Sotto il profilo organizzativo, il Ceo di E*Trade Michael Pizzi manterrà un incarico nella società combinata, responsabile della sua specialità, il business di e-brokerage. Quel servizio manterrà il marchio orginale e le sue popolari campagne promozionali.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...