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Morta Lisa Marie Presley. Il patrimonio di Elvis vale 1 mld $ (ma lei era in passivo)

La cantante è rimasta vittima di un arresto cardiaco a 54 anni. Ex moglie di Michael Jackson e Nicholas Cage, aveva venduto l’85% degli asset paterni

di Francesco Prisco

Morta a 54 anni Lisa Marie Presley, unica figlia di Elvis

3' di lettura

Se ne va una figura centrale dello Show-biz americano. A 54 anni è morta Lisa Marie Presley, cantante, autrice, figlia unica del re del rock and roll Elvis Presley e dell’attrice Priscilla Beaulieu. Nel 2020 aveva perso il figlio Benjamin Keough, morto suicida all’età di 27 anni. La Presley aveva avuto un arresto cardiaco ed era stata trasportata in ospedale, dopo essere stata soccorsa nella sua casa di Calabasas, cittadina della contea di Los Angeles, in California. Martedì scorso aveva partecipato a Beverly Hills alla cerimonia dei Golden Globes, dove l’attore Austin Butler è stato premiato per la sua interpretazione del Re del Rock and Roll nel film Elvis, dedicato a suo padre. È stata sposata quattro volte, dal 1994 al 1996 con Michael Jackson e dal 2002 al 2004 con Nicholas Cage.

Un passivo di 10 milioni

Lisa Marie Presley negli ultimi anni a quanto pare non se la passava benissimo a livello economico in virtù di un debito da 17 milioni di dollari che, stando al portale americano Celebrity Networth, attestava a -10 milioni di dollari il suo patrimonio personale. Secondo le accuse dell’ex marito, il chitarrista Michael Lickwood, però il passivo della figlia di «The Pelvis» sarebbe stato solo frutto di maquillage finanziario per non pagare gli alimenti. Di vero c’è che Lisa Marie era proprietaria di Graceland, la villa museo di papà Elvis. Non c’entrava più niente, tuttavia, con la gran parte degli asset di The King.

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La cessione delle Elvis Presley Enterprises

Nel 2005 infatti Lisa Marie vendette l’85% della Elvis Presley Enterprises alla Ckx, società del promoter Robert F.X. Sillerman, nel frattempo deceduto pure lui. Costo dell’operazione: 100 milioni di dollari. Ckx ha pagato troppo, si diceva all’epoca negli States. Poi è successo che nel 2011 una società di private equity ha acquistato Ckx, rivendento i diritti di licenza di Presley a un’altra società, Authentic Brands Group, per una cifra dichiarata di 145 milioni di dollari. Nel 2020 il valore del patrimonio era di 400-600 milioni di dollari, secondo quanto scriveva Rolling Stone. Ora – riferisce Billboard – anche in virtù del film di Baz Luhrmann gli asset di Elvis valgono più di un miliardo di dollari.ù

I «magheggi» del colonnello Parker

Grazie a una serie di «magheggi» del manager di Elvis, il colonnello Tom Parker, l’eredità comprende una fetta enorme e sempre redditizia delle sue pubblicazioni, anche se Presley era soprattutto interprete. Parker, preveggente sul valore dei cataloghi, pretese fin dall’inizio che Elvis (e lui con Elvis) ricevesse la metà dei diritti di pubblicazione delle canzoni che aveva registrato. Se volevi che Presley cantasse la tua canzone, dovevi dargli la metà dei diritti di pubblicazione. La maggior parte del valore dell’eredità di Elvis risiede nelle 650 composizioni di cui possiede i diritti di co-pubblicazione. Secondo le stime di Billboard, il catalogo di Presley ha generato royalties editoriali per una media di 12 milioni di dollari all’anno negli ultimi tre anni. Di questi, Authentic Brands ha incassato circa 4,5 milioni di dollari.

Master in mano alla Rca

La proprietà, tuttavia, non trae altrettanto profitto da altri preziosi asset: nel 1973, il Colonnello fece un accordo per vendere tutti i master di Presley alla Rca Records per 5,4 milioni di dollari, il che significa che l’etichetta non paga royalties ai titolari per i brani pubblicati prima del 1973. Secondo le stime di Billboard, la Rca, controllata di Sony Music, grazie a Presley ha ricavato in media 23,5 milioni di dollari l’anno nell’ultimo triennio. Il motto di papà Elvis era «Take Care of your Business». A giudicare da com’è andata a finire, non sembra che Lisa Marie ne abbia fatto tesoro. A meno che, noialtri poveri mortali, non vogliamo lasciarci ispirare da un’altra hit: Suspicious Minds.


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