ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl tragico bilancio

Morti sul lavoro, 4 vittime e tre feriti gravi

La vittima più anziana è un operaio edile 72enne caduto da un’impalcatura in Puglia. La più giovane un ragazzo ucciso da un trattore nel Veronese

L’officina nautica di rimessaggio barche di Livorno dove è divampato l’incendio che ha ferito gravemente un operaio di 35 anni

3' di lettura

Si allunga il conto dei morti sul lavoro in Italia, con quattro nuove vittime registrate nella sola giornata di martedì 21 giugno. Si tratta di un operaio al lavoro sui binari travolto da un treno, di un uomo schiacciato da una matassa di ferro durante operazioni di carico-scarico, di un operaio edile 72enne caduto da un’impalcatura e di un ragazzo investito e ucciso da un trattore. Al bilancio dei morti si aggiunge anche quello dei feriti: sono tre i lavoratori in condizioni gravi dopo infortuni subiti nella giornata di oggi. Tra questi un operaio di 35 anni rimasto ferito mentre stava effettuando delle lavorazioni all’interno di un’officina nautica di rimessaggio barche per un incendio.

Operaio travolto da un treno

In località Ponticelli di Città della Pieve, lungo la linea ferroviaria “lenta”, un operaio che stava lavorando sulle canaline a lato dei binari è stato travolto da un treno in transito ed è così deceduto. Lo si apprende dai vigili del fuoco intervenuti con una squadra da Città della Pieve e un’altra a supporto dalla sede centrale di Perugia.

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Uomo schiacciato da una matassa di ferro

A Legnago, in provincia di Verona, un uomo è morto dopo essere stato travolto da una matassa di ferro che stava scaricando da un camion. L’operaio è rimasto schiacciato sotto il peso della matassa. I Carabinieri di Legnago e gli ispettori allo Spisal dell’Ulss 9 Scaligera stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

Caduto da un’impalcatura a 72anni

In Puglia, un operaio di 72 anni, Donato Marti, originario di Avetrana (Taranto), è morto stamani a Lecce dove era impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile in via Parini, nei pressi del cuore commerciale della città.

Secondo i primi rilievi, sembra che l’uomo, per cause da accertare, sia caduto da un’altezza di circa cinque metri mentre insieme ad altri operai era impegnato ad installare un montacarichi. Il 118 ha trasportato l’uomo all’ospedale Vito Fazzi dove però è morto poco dopo. Sul posto per i rilievi gli agenti delle volanti e gli ispettori dello Spesal. La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta.

Giovane investito e ucciso da un trattore

Infine, un ragazzo di cui non si conoscono ancora le generalità è morto dopo essere stato investito da un trattore in località La Ca, nel Comune di Fumane, nel Veronese. L’incidente è accaduto stamani per dinamiche ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine. Sul posto i vigili del fuoco e i soccorsi del 118.

Bombardieri (Uil): «Bilancio inaccettabile per paese civile»

«Oggi abbiamo 4 morti sul lavoro e tre feriti gravi. Voglio lanciare una provocazione: se la mafia oggi avesse ammazzato quattro persone, quale sarebbe stata la reazione dello Stato? Domani i giornali sarebbero pieni di campagne contro la delinquenza...». Così il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri parlando con i giornalisti a margine del primo congresso della Uil Sicilia in corso, oggi e domani, a Palermo. Bombardieri ha poi continuato: «Ecco, io vorrei che tutti facessimo questa riflessione. Noi vorremmo che questa strage sul lavoro finisse: abbiamo lanciato una campagna ’zero morti sul lavoro’, abbiamo ottenuto alcune risposte importanti dal governo, ma non basta. Chiediamo al governo, alla politica, una reazione forte. Quattro morti e tre feriti gravi in un giorno sono inaccettabili per un Paese civile».

Secondo il segretario generale della Uil Bombardieri «non basta il numero degli ispettori sul lavoro deliberati dal governo». «Bisogna fare scelte coraggiose - aggiunge -. Bisogna decidere che le aziende che violano le norme sulla sicurezza non possono partecipare ai bandi pubblici e le associazioni datoriali devono buttarle fuori. È la stessa logica con cui abbiamo combattuto e combattiamo la mafia. Non può esserci differenza».

«Morire sul lavoro è già qualcosa di inaccettabile, morire sul lavoro a 72 anni è, se possibile, ancora più aberrante. Nei paesi civili a quell’età si è già andati in pensione da un pezzo, non si sale sulle impalcature di un cantiere». A commentato così invece la morte del 72enne nel cantiere di Lecce il segretario generale della Uil Puglia, Franco Busto.

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