ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl lutto

Morto David Sassoli, una vita tra giornalismo e politica

Era stato ricoverato in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario

dal nostro corrispondente a Bruxelles Beda Romano

Morte Sassoli, il suo primo discorso da presidente dell'Europarlamento

3' di lettura

Presidente del Parlamento europeo dal 2019, David Sassoli è mancato nella notte tra lunedì e martedì 11 gennaio a Aviano, in provincia di Pordenone, dove era ricoverato per una grave malattia. In questi ultimi anni, l’uomo politico ha difeso strenuamente il ruolo dell’assemblea parlamentare e il rispetto dei Trattati europei, gestendo un momento particolarmente difficile nella vita politica comunitaria, segnato dalla pandemia virale, dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e dalla deriva della democrazia in alcuni paesi membri.

I primi passi nel giornalismo

Nato a Firenze nel 1956, David Sassoli era cresciuto a Roma, dove si era diplomato e aveva iniziato gli studi universitari. Tuttavia, il giornalismo avrebbe preso presto il sopravvento. Iniziò quindi una lunga carriera che lo avrebbe portato al giornale Il Tempo, all’agenzia di stampa Asca, al quotidiano Il Giorno e infine alla Rai, dove fu assunto nel 1992. Nei primi anni 2000 David Sassoli fu il principale presentatore del telegiornale Tg1 di metà giornata e poi della sera .Le sue radici erano nella sinistra cattolica.

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Sua la legge che liberalizzò il mercato ferroviario

Nel 2009 decise quindi di entrare in politica, candidato del Partito democratico alle elezioni europee di quell'anno. Con 405.967 preferenze, fu il primo eletto nella circoscrizione dell’Italia centrale. Verrà rieletto nel 2014. Fu l’autore di una legge che impose una liberalizzazione del mercato ferroviario. Diventò vicepresidente del Parlamento europeo, un ruolo che gli permetterà di impratichirsi con i primi impegni istituzionali. L’uomo politico fu eletto settimo presidente italiano del Parlamento europeo il 3 luglio 2019.

I giorni dell’elezione alla guida dell’Europarlamento

La scelta cadde a sorpresa sull’ex giornalista dopo che il bulgaro Sergej Stanishev era stato bocciato dal gruppo socialista. L’intesa tra le forze politiche prevedeva che a metà legislatura l’uomo avrebbe lasciato l’incarico. Candidata alla sua successione è quindi l’europarlamentare maltese Roberta Metsola che dovrebbe essere eletta dai suoi pari la settimana prossima. «Da presidente del Parlamento europeo, David Sassoli si è voluto per quanto possibile sopra ai partiti e sopra ai governi, sempre in difesa di una visione europeista. In particolare, mi ricordo quanto abbia insistito perché vedesse la luce il Fondo per la Ripresa, il NextGenerationEU», osserva da New York il diplomatico italiano Maurizio Massari, attuale rappresentante permanente presso le Nazioni Unite e per cinque anni, dal 2016 al 2021, rappresentante permanente presso l’Unione europea.

Un mandato tra Brexit e pandemia

Il mandato di David Sassoli alla guida del Parlamento europeo è stato segnato da numerose crisi. Allo scoppio della pandemia virale, optò in emergenza per trasferire i dibattiti online, permettendo nei fatti all’assemblea di continuare a svolgere il proprio ruolo nell’iter legislativo con il Consiglio. Poiché per mesi l’aula fu chiusa, il presidente decise di sospendere la diaria che spetta ai deputati in trasferta a Strasburgo. La scelta fu criticata da molti parlamentari. In questi ultimi anni, su vari fronti, fu chiamato a trovare un punto di equilibrio sia fra le forze politiche nell’assemblea parlamentare che tra il Parlamento e il Consiglio.

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Euro «simbolo di pace e integrazione»

Difese gli interessi del mercato unico sul fronte di Brexit; e insistette perché il controllo comunitario sullo stato di diritto nei paesi membri fosse scrupoloso. In più di una occasione rimproverò indirettamente all’ex cancelliera Angela Merkel un atteggiamento troppo accomodante nei confronti dei dirigenti polacchi o ungheresi. Anche sul versante internazionale David Sassoli si impegnò nel difendere i valori in cui credeva, in particolare nei confronti della Cina e della Russia. Addirittura, Mosca decise nell’aprile del 2021 di vietargli l’ingresso nel paese in rappresaglia a misure sanzionatorie europee. In un tweet all’inizio dell’anno, l’uomo politico, che lascia la moglie e due figli, aveva definito l’euro «un simbolo di pace e di integrazione, la realizzazione di una visione politico-storica».

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