televisione

Morto Cino Tortorella, il volto di mago Zurlì

di Luigi Paini

(ANSA)

2' di lettura

C’era una volta... Il ricordo di un “Mago” può cominciare solo così. Perché Cino (vero nome Felice) Tortorella, scomparso quasi novantenne poche ore fa Milano, era realmente un personaggio delle fiabe. Che si era materializzato in bianco e nero, per noi bambini di mezzo secolo fa, sul piccolo schermo della televisione. Brillantini nei capelli, calzamaglia da ballerino, uno svolazzante mantello, il sorriso perennemente sulle labbra, con il nome di Mago Zurlì aveva legato il suo nome alla mitica Tv dei Ragazzi. E in particolar modo al programma con cui ha formato un binomio inscindibile, il seguitissimo Zecchino d’oro. Mariele Ventre, Topo Gigio, l’Antoniano di Bologna con il suo Piccolo Coro, e lui, il Mago che li teneva tutti insieme. Che attesa spasmodica per ascoltare “Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due”, “Cin cin dai noi siamo speciali, portiamo gli occhiali, dai vieni con noi” e “Questo è il valzer del moscerino un lalla un lalla un lallallà”.

Una festa, semplicemente una festa. Come Natale e Pasqua, come un pranzo super-speciale durante il quale si servivano cibi unici, così era l'appuntamento con lo Zecchino d'oro. Il figlio di un mondo povero, di una società contadina che si affacciava con stupore al mondo fatato dello spettacolo. Bambini come noi (ma con una voce infinitamente più intonata e squillante della nostra!) che si affrontavano in una gara da oratorio, senza (apparenti) stress da celebrità e senza superpremi. Cino Tortorella - Mago Zurlì era il deus ex machina, il dispensatore di gioia tranquilla, il fidato cavaliere a cui i genitori ci affidavano, sapendo che con lui non correvamo pericoli. Anzi, erano sicuri che da lì a poco saremmo andati nell'altra stanza a canticchiare quel motivetto che ci piaceva tanto.

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Addio Mago Zurlì

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Un mondo appartenente a un altro mondo, una galassia sperduta. Una volta all'anno, per pochi giorni, l'apparizione così attesa dello Zecchino; ogni pomeriggio, appena finiti i compiti, la Tv dei ragazzi, vissuta come un premio, ogni giorno con una proposta diversa. E anche qui Cino si faceva onore: tra i tanti programmi da lui inventati c'era anche “Chissa chi lo sa”, altro appuntamento imprescindibile. Ci si divertiva e intanto si imparava, What else? come chioserebbe George Clooney...

Gli ultimi anni di Cino Tortorella, che era entrato nel Guinness dei primati per aver presentato lo Zecchino ininterrottamente dalla prima (nel 1959) all’edizione numero 51, sono stati purtroppo amari. Si riteneva estromesso dal programma, non accettava di essere stato relegato ai margini. Ora si è chiuso il sipario. Con nostalgia e affetto ricordiamo i suoi duetti con Topo Gigio (”Ma cosa mi dici maaai...”), l’energia inesauribile, la voglia di vivere e sorridere che ci trasmetteva.
C'era una volta, certo, ma nei nostri cuori ci sarà per sempre.

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